RPT-Italia, Fmi taglia stime crescita 2016 e 2017 dopo Brexit - aggiormento Weo

martedì 19 luglio 2016 18:31
 

(Nuovo invio senza variazioni)

MILANO, 19 luglio (Reuters) - Il Fondo monetario internazionale ha rivisto al ribasso le proiezioni per la crescita italiana nel prossimo biennio rispetto alle stime del 'World economic outlook' dello scorso aprile, sulla scia del referendum sulla Brexit che ha provocato in generale un peggioramento delle prospettive mondiali per il biennio.

E' quanto emerge dall'aggiornamento odierno del rapporto semestrale 'World economic outlook' diffuso lo scorso 12 aprile, il primo documento dopo il risultato del referendum britannico.

"Il risultato del voto in Gran Bretagna, che ha sorpreso i mercati finanziari globali, implica la materializzazione di un significativo rischio al ribasso per l'economia mondiale. Di conseguenza, l'outlook globale per il biennio 2016-17 è peggiorato, nonostante la performance migliore del previsto a inizio 2016. Il peggioramento riflette le previste conseguenze macroeconomiche di un consistente aumento dell'incertezza, anche sul fronte politico" scrive il Fondo nelle dieci pagine del documento.

Nel dettaglio, nell'aggiornamento odierno, il Fondo stima che nel 2016 l'economia italiana crescerà dello 0,9% rispetto all'1% di aprile scorso del rapporto 'Weo' e all'1,1% previsto nell''Article IV' di fine maggio. Passando al 2017, la stima di crescita si attesta ora a 1,0% da 1,1% di aprile. Il rapporto 'Article IV' indicava una crescita a circa 1,25% per il biennio 2017-2018.

Si allarga di conseguenza anche la forbice tra le stime del Fondo e quelle del governo che, lo scorso aprile illustrando il Def, ha detto che il Pil 2016 è visto a +1,2% da +1,6% mentre la previsione del 2017 cala a +1,4 dal +1,6% di metà settembre.

La revisione delle stime italiane ad opera del Fmi assume maggior rilievo se confrontata con le proiezioni relative all'intera zona euro. Il Fmi infatti ha rivisto al rialzo la stima di crescita del blocco relativa al 2016 portandola a 1,6% da 1,5% del 'Weo' di aprile in un risultato in cui l'andamento dell'economia migliore delle attese nel primo trimestre riesce a controbilanciare gli effetti della Brexit. Le stime peggiorano invece nel 2017 quando si fa maggiormente sentire l'incertezza legata al voto nel Regno Unito: la proiezione passa a 1,4% da 1,6% di aprile.

Il trend della zona euro riflette, nel dettaglio, quello delle economie di Germania (rivista al rialzo di 0,1 a 1,6% per il 2016 e al ribasso di 0,4% a 1,2% per il 2017), Francia (rivista al rialzo di 0,4% a 1,5% per il 2016 e al ribasso di 0,1% a 1,2% per il 2017) e Spagna (invariata a 2,6% nel 2016 e rivista al ribasso di 0,2% a 2,1% nel 2017) che subiscono per il 2016 variazioni al rialzo rispetto ad aprile e per il 2017 al ribasso.

A livello di crescita globale, l'andamento dell'economia migliore del previsto finora nel 2016 non è sufficiente per controbilanciare il probabile impatto della Brexit, spingendo il Fondo a rivedere al ribasso le stime sia per il 2016 che per il 2017 dello 0,1% rispetto alle proiezioni di aprile, portandole rispettivamente a 3,1% e a 3,4%.   Continua...