Banche, Renzi: centrosinistra doveva intervenire ai tempi di Ciampi e Draghi

lunedì 4 luglio 2016 16:23
 

ROMA, 4 luglio (Reuters) - Matteo Renzi, dopo la smentita al Financial Times di stamani, torna sul tema delle banche, stavolta per respingere le critiche arrivate dai suoi oppositori interni.

Il premier, nella direzione del Pd di cui è segretario, parla di "storytelling indecente", difende le misure assunte dal suo governo e se la prende con i precedenti governi di centrosinistra per non essere intervenuti, menzionando anche Carlo Azeglio Ciampi e Mario Draghi.

"Noi non abbiamo salvato i banchieri, noi abbiamo salvato i correntisti.. e se la misura delle popolari anziché farla prendere a noi nel marzo 2015 fosse stata presa dal governo di centrosinistra che l'aveva proposta e che poi non ha avuto la forza di realizzarla nel 1998, ministro del Tesoro Ciampi e direttore generale del Tesoro Draghi, la questione delle popolari non si sarebbe posta. In particolar modo in Veneto, più che in altre parti del Paese", si è sfogato Renzi.

Il governo ha cancellato il principio 'una testa un voto' in tutte le banche popolari con attivi superiori a 8 miliardi di euro e ha posto le basi perché le centinaia di Bcc, poco redditizie e sotto-patrimonializzate, confluiscano in una unica holding.

Renzi così ha proseguito: "E se si fosse avuta la forza e l'intelligenza di tenere fuori la politica dalle banche, un po' prima di quello che abbiamo fatto noi, perché noi abbiamo tolto la politica dalle banche, non si sarebbero verificati casi come quello 121 del Monte dei Paschi di Siena".

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