Banche, intensa discussione in Ue, ma nessuna trattativa - Renzi

martedì 28 giugno 2016 15:39
 

BRUXELLES, 28 giugno (Reuters) - Nel dopo Brexit, l'Italia sta discutendo in modo forte con la Commissione europea delle turbolenze che hanno colpito le banche, ma non ci sono specifiche trattative in corso.

Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a margine dei lavori del Consiglio Ue di Bruxelles che inizia oggi pomeriggio e si protrarrà fino a domani.

A chi gli chiedeva se l'Italia e la Commissione europea stiano conducendo una trattativa per rafforzare le banche o ammorbidire le regole sul bail-in, Renzi ha risposto:

"Credo che in queste ore sia in corso una discussione molto forte a tutti i livelli... Sotto il profilo finanziario è evidente che i mercati stiano soffrendo. Oggi va un po' meglio, ieri andava male, è normale che ci sia questa fluttuazione dei mercati perché siamo in presenza di un fatto inedito".

Ieri, indiscrezioni stampa parlavano di un piano del governo da 40 miliardi a sostegno delle banche italiane. Una fonte governativa aveva riferito sempre ieri a Reuters che l'Italia studia garanzie sui bond bancari e punta a un intervento Ue.

Report stampa di stamani parlavano anche della possibilità che l'Italia chiedesse a Bruxelles un allentamento o una sospensione temporanea delle regole del bail-in per gestire le difficoltà contingenti delle banche.

Il bail-in è il meccanismo di salvataggio europeo che pone a carico di azionisti e obbligazionisti il costo di una crisi bancaria, senza salvaguardare gli investitori non professionisti.

"Però penso che non ci sia una situazione nella quale si viva chissà quale trattativa o negoziazione. Stiamo discutendo, se ci saranno emergenze le affronteremo, l'importante è che i cittadini siano consapevoli che non c'è nessun rischio per i loro risparmi", ha precisato il premier italiano.

Renzi ha ribadito che l'Europa deve liberarsi di una visione incentrata sull'austerity: "Abbiamo ottenuto proprio oggi l'autorizzazione ad avere 1,4 miliardi in più sotto il profilo dei fondi di coesione, quindi denari che andranno alle piccole e medie imprese, ai giovani per lavoro".

(Francesco Guarascio)

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