Assicurazioni, rischi da ponderazione titoli Stato, tema globale - Rossi

mercoledì 15 giugno 2016 10:10
 

ROMA, 15 giugno (Reuters) - Il dibattito nel settore assicurativo europeo sulla necessità di considerare rischiosi i titoli di Stato per calcolare il requisito di capitale, è analogo a quello del settore bancario e secondo il presidente Ivass e dg di Bankitalia Salvatore Rossi deve essere affrontato con analoghe cautele.

Ricordando le recenti considerazioni del governatore di Bankitalia Ignazio Visco, oggi Rossi, che ha tenuto le sue considerazioni sull'attività Ivass del 2015, ha detto che "occorre fare attenzione a non accrescere i rischi sistemici anziché ridurli, maneggiando un tema su cui non vi è consenso neanche tra esperti".

Poi, ribadisce Rossi, "la questione è globale, non solo europea, dunque va affrontata in sedi globali per non porre a carico delle imprese europee indebiti svantaggi concorrenziali e in modo coerente fra i diversi settori dell'intermediazione finanziaria".

Rossi ha rilevato che comunque le compagnie di assicurazione italiane stanno accrescendo la quota di investimenti diversi dai titoli di Stato. "Le obbligazioni di imprese nei loro portafogli hanno superato alla fine del 2015 i 120 miliardi, da meno di 90 di due anni prima".

La spiegazione è nel tentativo di reagire alla prolungata fase di bassi rendimenti, ma il problema in Italia è che c'è scarsità di offerta di bond corporate, ha rilevato Rossi.

A fine 2015 le riserve tecniche del settore assicurativo italiano sono state pari a 630 miliardi di euro, pari al 40% del Pil.

Nel raffronto con gli altri Paesi, gli investimenti delle assicurazioni italiane hanno due specificità: sono per quasi la metà rivolti a titoli di Stato (45%) e per la quasi totalità (94%) a titoli di Stato del proprio paese, con uno spiccato 'home bias'.

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