Cash a massimi da 2001 in portafogli globali - Baml

martedì 14 giugno 2016 15:38
 

LONDRA, 14 giugno (Reuters) - Gli investitori hanno accumulato tanta liquidità in portafoglio quanta non se ne vedeva dal novembre 2001 e ridotto l'esposizione all'azionario ai minimi di quattro anni: le ragioni di tanta prudenza risiedono nell'esito incerto del referendum in Gran Bretagna -- visto come il principale rischio per i mercati globali -- e nei crescenti dubbi sulla capacità delle banche centrali di ridare slancio alla fragile economia globale.

E' quanto risulta dall'ultima indagine Bank of America Merrill Lynch (Baml) fra 213 investitori globali con in gestione 654 miliardi di dollari.

Nonostante i rendimenti obbligazionari non siano mai stati così bassi -- oggi il decennale tedesco è sceso sotto la parità -- la propensione al rischio è ai minimi di quattro anni, uno scenario coerente con una recessione. Le attese per la crescita e gli utili tuttavia, secondo il sondaggio, hanno toccato un massimo di sei mesi e le aspettative di inflazione il record di un anno.

"A livello globale il sentiment resta debole", sottolinea Baml.

La porzione media di liquidità in portafoglio è salita a giugno al 5,7% dal 5,5% di maggio. Ma Baml ricorda che livelli di cash superiori al 4,5% generano un segnale di "acquisto" sull'azionario, mentre sotto il 3,5% si ha un segnale di "vendita".

Parallelamente l'esposizione all'azionario è scesa a una posizione dell'1% netta in sovrappeso -- i minimi di quattro anni -- dal 6% in sovrappeso di maggio. Da inizio anno i fondi azionari globali hanno visto riscatti per 106 miliardi di dollari quasi tutti sui mercati sviluppati.

Di converso l'allocazione degli investitori all'obbligazionario è cresciuta al 34% netto di sottopeso dal 41% del mese precedente. Si tratta del livello più alto in tre anni e mezzo.

In salita al quarto livello più alto da quando Baml ha iniziato a condurre la propria indagine nel 2003 la percentuale di gestori che pensa che sia le azioni che le obbligazioni siano sopravvalutati. Un livello record del 35% netto di investitori ha infine dichiarato che la politica fiscale è troppo restrittiva.

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