Banche, decreto domani in aula Senato, governo metterà fiducia

mercoledì 8 giugno 2016 14:19
 

ROMA, 8 giugno (Reuters) - Approda domani in aula al Senato il decreto sulle banche, su cui il governo porrà la questione di fiducia.

Lo ha riferito una fonte del Pd al termine della conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama.

Dopo il via libera del Senato il provvedimento andrà alla Camera per la seconda e probabilmente definitiva lettura.

Varato dal governo a fine aprile, il decreto velocizza i tempi di recupero delle garanzie sui crediti in sofferenza e indennizza con un forfait oltre metà degli obbligazionisti colpiti dalla risoluzione di quattro banche a fine 2015.

Diversi gli strumenti previsti a sostegno delle banche e del credito. È previsto ad esempio che gli imprenditori possano "costituire un pegno non possessorio per garantire i crediti loro concessi, presenti o futuri", su beni mobili destinati all'esercizio dell'impresa. Il debitore può continuare a utilizzare i beni in pegno, che devono essere iscritti in un apposito registro informatizzato. Se si verifica un evento che determina l'escussione del pegno, il creditore (cioè la banca), può vendere o locare il bene in pegno fino a coprire il suo credito e restituire al debitore l'eccedenza.

L'articolo 2 introduce poi il cosiddetto patto marciano, che consente alla banca di acquisire il bene dato a garanzia del credito senza passare per le procedure giudiziarie.

La seconda parte del decreto regola gli indennizzi per una parte degli oltre 10.000 obbligazionisti subordinati che hanno subito l'azzeramento dei titoli per effetto del salvataggio di Banca Marche, Banca Etruria, CariFerrara e CariChieti.

Gli investitori che hanno acquistato i bond prima del 12 giugno 2014 possono richiedere al Fondo di solidarietà istituito dal governo un forfait che coprirà al massimo l'80% di quanto investito, a condizione che abbiano un patrimonio mobiliare sotto 100.000 euro o che abbiano avuto nel 2015 un reddito inferiore a 35.000 euro.

La domanda di indennizzo va presentata entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, ed esclude il ricorso alla procedura arbitrale.   Continua...