Italia userà flessibilità in limiti Ue, per Juncker punti di incontro

venerdì 26 febbraio 2016 16:53
 

ROMA, 26 febbraio (Reuters) - L'Italia chiede di usare la flessibilità di bilancio che le sarà consentita dalla Ue e ribadisce la sua avversione a stupide politiche di austerità, mentre la Commissione europea vede più punti di incontro che di distanza sui temi economici e finanziari.

Nella conferenza stampa al termine dell'incontro a Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio Matteo Renzi e quello della Commissione Jean Claude Juncker hanno voluto mostrare sintonia dopo gli screzi verbali delle settimane passate.

"Ci sono più punti di incontro che parziali disaccordi. Anche in ambito finanziario i punti di vista del governo italiano e delle Commissione non sono tanto lontani, è possibile lanciare un ponte tra due sensibilità non contrapposte", ha detto Juncker nel suo breve intervento, prima di recarsi al Quirinale dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Renzi ha tenuto il punto sulla flessibilità citando Tito Livio: "Hic manebibus optime. Il documento è quello del 13 gennaio 2015, lo condividiamo e non chiediamo di cambiarlo, certo noi vogliamo sempre più flessibilità ma per noi vale quello scritto nella comunicazione della Commissione", ha detto.

Roma ha chiesto alla Ue di aumentare nel 2016 il deficit dall'1,4 al 2,4% del Pil, quasi 18 miliardi in valore assoluto.

Juncker non ha chiarito se la Commissione accoglierà in tutto o in parte le richieste dell'Italia. E Renzi non ha risposto alla domanda se l'Italia intende chiedere flessibilità anche nel 2017, quando il deficit dovrebbe scendere all'1,1% del Pil, oltre 20 miliardi in meno rispetto al livello atteso quest'anno.

"Useremo la flessibilità che ci sarà consentita", ha detto Renzi.

I toni si fanno ancora più concordi sulla crisi migratoria.

Juncker dice che "l'Italia ha mantenuto una condotta esemplare", mentre Renzi auspica che nelle prossime settimane ci sia una "forte iniziativa europea sui rimpatri e nella gestione dei rifugiati perché l'Europa non può voltarsi dall'altra parte".

(Giuseppe Fonte)

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