ECONOMICA-Italia, scenario demografico getta ombra lunga sul futuro

venerdì 26 febbraio 2016 11:15
 

di Luca Trogni

MILANO, 26 febbraio (Reuters) - Un certificato demografico di grande preoccupazione. E' quello rilasciato dall'Istat per il 2015 all'Italia.

In un paese in cui le nascite toccano il minimo storico sotto quota mezzo milione e il saldo migratorio si riduce a circa 130.000 unità, cioè a un quarto rispetto al 2007, sembra proprio mancare la linfa vitale.

L'incertezza dei giovani per il futuro da un lato riduce ancora il tasso di fecondità, dall'altro spinge un numero crescente di loro, sono stati 100.000 lo scorso anno, a espatriare in cerca di prospettive migliori.

Gli immigrati poi considerano l'Italia sempre più un paese di transito piuttosto che un paese in cui cercare (e trovare) lavoro: a fermarsi nel 2015 sono stati meno di 250.000, quando cinque anni prima superavano i 400.000.

Il risultato sconfortante è un calo della popolazione di quasi 150.000 unità a cui ha contribuito un tasso di mortalità salito a sorpresa ai massimi del dopoguerra.

"Un anno non cambia radicalmente l'impatto della demografia sull'economia. Conta la direzione e l'eventuale accumulo di anni di questo genere. Certo va ricordato che se in uno Stato la popolazione continua a scendere cala anche il Pil", commenta il demografo Francesco Billari.

L'emigrazione dei giovani e la bassa fecondità comportano un'accelerazione del processo di invecchiamento. In un anno come il 2015, nonostante il balzo del tasso di mortalità, l'età media della popolazione è comunque aumentata avvicinandosi ai 45 anni.

Come è cresciuto anche il numero degli italiani al di fuori dell'età lavorativa in rapporto alla popolazione attiva: l'indice di dipendenza strutturale evidenzia che ormai per ogni 100 cittadini attivi sono più di 55 quelli che non lo sono. Con pesanti ricadute sui costi previdenziali: il numero dei pensionati aumenta, quello dei potenziali lavoratori diminuisce.   Continua...