ECONOMICA-Italia in campo contro ipotesi nuovo regime titoli Stato

venerdì 19 febbraio 2016 12:53
 

di Luca Trogni

MILANO, 19 febbraio (Reuters) - Meglio giocare d'anticipo.

La Commissione europea sta valutando la possibilità di rivedere le regole attuali sull'esposizione delle banche nei confronti del debito dei Paesi di appartenenza per ridurre i rischi che conti pubblici non in equilibrio possono porre al sistema finanziario nazionale.

La Germania vuole che i titoli di Stato non siano più considerati neutri e ha collegato questo tema a quello, pure sul tavolo di Bruxelles, di una garanzia comune sui depositi.

Matteo Renzi, e con lui il ministro Padoan, scottati dai costi pagati dalle banche italiane sui mercati dopo l'introduzione delle regole europee del bail-in, intervengono con toni molto decisi per dire che Roma si opporrà a qualunque tentativo di modificare il regime di trattamento dei titoli di Stato presenti nel portafoglio degli istituti di credito.

E quindi: veto a un limite al possesso; no all'introduzione dei Btp tra gli asset delle banche di cui si pesa il rischio e che obbligano a detenere più capitale.

Il precedente delle regole sul salvataggio delle banche attraverso risorse interne è freschissimo: la nuova normativa, voluta per evitare ricadute sui contribuenti, è stata sostenuta a livello comunitario anche dall'Italia nonostante i molti dubbi sollevati da autorevoli rappresentanti del settore sul rischio panico che puo' scatenare l'azzeramento di azioni e obbligazioni subordinate detenuti dai risparmiatori.

Dopo aver sperimentato il costo politico e di fiducia della risoluzione di Banca Marche, Banca Etruria, Cari Ferrara e Cari Chieti, Roma chiede ora una revisione delle regole a poche settimane dalla loro introduzione ma senza trovare alcun orecchio attento tra i suoi interlocutori.

Sul tema 'titoli di Stato' il sistema bancario italiano parte da una posizione di forte esposizione. Secondo i dati più recenti di Banca d'Italia, gli istituti di credito nazionali posseggono titoli del Tesoro pari al 22% di quelli in circolazione per un totale di oltre 400 miliardi di euro. A oggi sono investimenti considerati contabilmente a rischio zero e per i quali non devono perciò accantonare capitale.   Continua...