PUNTO 1-Argentina, pre-accordo con Tfa prevede sospensione Icsid - Stock

giovedì 4 febbraio 2016 15:16
 

(Aggiunge dichiarazioni Stock, dettagli)

di Stefano Bernabei

ROMA, 4 febbraio (Reuters) - Il pre-accordo tra l'Argentina e la Task force Argentina da 1,35 miliardi di dollari prevede una sospensione di quattro mesi dell'arbitrato presso l'Icsid.

A dirlo è Nicola Stock, presidente della Tfa, che rappresenta circa 50.000 obbligazionisti colpiti dal default del 2002, che hanno in media 25/30.000 euro di bond argentini.

"L'accordo è subordinato alla ratifica da parte del Parlamento argentino e da parte del nostro consiglio (della Tfa) e credo che il governo argentino abbia deciso di chiudere l'intesa con noi anche per evitare che arrivi la sentenza Icsid, attesa a breve", ha detto Stock nel corso di una conferenza stampa all'associazione della stampa estera.

"Nell'ambito dell'accordo abbiamo deciso che sia sospeso l'arbitrato presso l'Icsid per quattro mesi in modo da consentire all'Argentina di ratificare l'accordo. In caso contrario l'accordo decadrebbe, l'accordo non modificabile decadrebbe e ripartirebbe l'arbitrato", ha aggiunto.

Gli obbligazionisti italiani incappati nel default hanno avviato nel 2006 un arbitrato contro l'Argentina sotto l'egida dell'International Centre for Settlement of Investment Disputes (Icsid) della Banca Mondiale.

Stock ha detto nell'arbitrato presso l'Icsid, dopo un lungo iter e "la produzione da parte nostra di 5 milioni di documenti al tribunale", la Tfa ha chiesto che l'Argentina paghi ai bondholder italiani circa 2,2 miliardi di euro (circa 2,5 miliardi di dollari). Una fonte che ha seguito i negoziati ha detto che "la richiesta è stata di avere il 220% sul valore nominale delle obbligazioni".

Nella transazione extragiudiziale che Tfa ha raggiunto "in un negoziato di due giorni, fino a domenica", ha raccontato Stock, Tfa ha accettato di ottenere il 150% dei 900 milioni di valore nominale dei titoli in mano agli obbligazionisti italiani, a patto che la somma sia pagata in contanti. "Questo non è più negoziabile", ha ribadito Stock, riferendosi alla ratifica che dovrà fare il Congresso argentino.   Continua...