PUNTO 1-Italia, Ref meno fiduciosa su crescita e deficit 2016 ma crede in calo debito

venerdì 29 gennaio 2016 12:01
 

(Aggiunge dettagli e contesto)

MILANO, 29 gennaio (Reuters) - L'istantanea delle ultime proiezioni Ref per la congiuntura italiana delinea un leggero deterioramento per le prospettive di crescita e indebitamento dell'anno nuovo, scommettendo però al contempo su una dinamica di rientro per il debito pubblico, da sempre per Roma punto più dolente.

Con le stime trimestrali pubblicate questa mattina l'istituto per la ricerca econonomica conferma per il 2015 una stima di 0,8% per la crescita del prodotto interno lordo - identica a quella di ottobre - vede un rapporto deficit/Pil a 2,7% da 2,8% di tre mesi fa e un debito/Pil a 132,4% da 134,2%.

Meno confortante il confronto con le proiezioni di ottobre se si guarda al 2016: passano a 1% da 1,2% l'attesa sul Pil e 2,7% da 2,6% quella sul deficit/Pil. In controtendenza la proiezione del debito/Pil, in discesa a 132,6% da 134,4%.

"In Italia il 2016 si annuncia in linea con le tendenze affermatesi lo scorso anno. Il ciclo resta legato alla spesa dei consumatori, ma il rallentamento della domanda internazionale e le turbolenze dei mercati d'inizio anno frenano i ritmi della ripresa" si legge nel rapporto trimestrale.

"La crescita nel 2016 resterà intorno a 1%, l'inflazione sarà solo marginalmente positiva. Sul 2017 pesano le incertezze legate alla definizione del percorso della politica di bilancio".

Dopo lo 0,1% della media 2015, a livello di indice Nic l'inflazione italiana dovrebbe secondo Ref portarsi a 0,5% quest'anno e 0,9% il prossimo - livelli ancora ben lontani dal target che la Bce considera congruo alla definizione di 'prezzi stabili' poco sotto 2%.

Migliorano invece le attese sul mercato del lavoro: rispetto alle stime di ottobre la scommessa è di un tasso di disoccupazione a 11,6% da 11,9% quest'anno e 11,3% da 11,6% il prossimo.

Quanto infine alle prospettive per il 2017 - nel caso di Ref nuove - l'idea è di 1,3% dep la crescita, 2,5% per il disavanzo e 131,8% per il debito in percentuale del Pil.   Continua...