Banche, sofferenze ancora sopra 200 mld, torna positivo trend credito- Abi

martedì 19 gennaio 2016 15:00
 

ROMA, 19 gennaio (Reuters) - I prestiti delle banche italiane a famiglie e imprese hanno ripreso a crescere a novembre e dicembre 2015 mentre è tornato a salire lo stock delle sofferenze lorde e nette.

Il rapporto Abi aggiornato con i dati di fine 2015 mostra che i tassi sono ancora in calo, ritoccando i minimi storici e si conferma il trend positivo delle nuove erogazioni per credito alle imprese e per i mutui casa.

Nei primi undici mesi del 2015 i nuovi finanziamenti alle imprese sono saliti del 13%, mentre i nuovi mutui per l'acquisto di immobili sono cresciuti del 97,4%, con surroghe (cambio di mutuo per avere migliori condizioni) pari a circa il 32,4% del totale.

I crediti a famiglie e imprese a dicembre hanno mostrato un incremento dello 0,5% che si associa al dato di novembre (rivisto a +0,7% da un dato preliminare ancora marginalmente negativo) segnando il miglior risultato da aprile 2012, mentre il dato complessivo a fine 2015 dei prestiti all'economia (che include crediti alla pubblica amministrazione e a società finanziarie) è salito di 0,1% in un anno.

I tassi medi alla clientela per i prestiti hanno ritoccato il minimo storico e a dicembre sono al 3,26% mentre i tassi medi sui nuovi mutui casa sono al 2,51%, minimo da giugno 2010.

Le sofferenze in novembre sono salite di nuovo, con quelle lorde a 201 miliardi dai 199 di ottobre (pari al 10,4% degli impieghi, invariato da ottobre) e quelle nette a 88,8 miliardi da 87,2 (4,89% degli impieghi, da 4,85% a ottobre).

"Sulla base dell'ultimo dato disponibile, a giugno scorso il numero complessivo degli affidati in sofferenza era pari a 1.188.401 (in prevalenza imprese e famiglie)", spiega l'Abi.

La raccolta complessiva a fine 2015 è calata dello 0,6% per effetto di un calo della raccolta obbligazionaria (-13% per una diminuzione annua di 57,5 miliardi) e un incremento dei depositi del 3,7% "nonostante l'impatto del pagamento dell'Imu, rispetto al +2,4% di novembre che era influenzato negativamente dal pagamento delle imposte Ires e Irpef", spiega l'Abi.

(Stefano Bernabei)

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