Sanità complementare necessaria per sostenere sistema-Confindustria

giovedì 10 dicembre 2015 14:55
 

ROMA, 10 dicembre (Reuters) - Ciascun italiano spende ogni anno in media 530 euro per la sanità non coperta dal servizio nazionale e va quindi sviluppata l'assistenza complementare.

E' quanto sostiene la Confindustria in uno studio presentato a un convegno oggi.

"La spesa sanitaria out of pocket è pari a circa 32 miliardi di euro - la stima è fra le più elevate al mondo, per circa 530 euro pro capite - e potenzialmente ancor più alta se si tiene conto di una componente non indifferente di sommerso (15 miliardi stimati)", si legge nello studio.

Oggi i fondi sanitari intermediano tra i 4 e i 5 miliardi di questa spesa ed assistono circa 7 milioni di persone. Si tratta di dati che, secondo la Confindustria, testimoniano come "il grado di sostenibilità finanziaria complessiva del sistema sanitario va riducendosi, sia per dinamiche di finanza pubblica che per effetto dell'invecchiamento della popolazione e conseguente domanda crescente. Inoltre, vanno anche considerati i costi crescenti dell'evoluzione tecnologica che costituisce un investimento necessario ed incomprimibile per evitare che il sistema sanitario vada fuori mercato".

Da qui la necessità di sviluppare l'assistenza complementare: "Lo sviluppo del secondo pilastro non andrebbe a smantellare il servizio sanitario nazionale, ma ne diventerebbe un importante strumento complementare. La sanità complementare, infatti, è sinergica con la sanità pubblica, e può fornirle risorse economiche nuove attraverso un convenzionamento diretto dei fondi sanitari anche con le strutture pubbliche (ospedali, ambulatori, ecc.), che rispettano determinati standard prefissati. Stimolando in tal modo l'efficientamento complessivo del sistema grazie ad meccanismo virtuoso di ricerca della qualità, anche da parte di strutture oggi inefficienti, per poter accedere ai convenzionamenti a alle risorse da questi assicurate".

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