Banche, impieghi 2015 visti in crescita 0,8%, inversione sofferenze da 2017- Abi

lunedì 23 novembre 2015 11:48
 

ROMA, 23 novembre (Reuters) - Gli impieghi delle banche cresceranno nel 2015 dello 0,8% secondo l'Abi, che prevede anche una inversione del trend calante dello stock delle sofferenza solo dal 2017.

Lo ha detto Gianfranco Torriero, vice dg dell'associazione dei banchieri in un seminario a Ravenna nel fine settimana.

In prospettiva poi, ha spiegato Torriero, l'andamento degli impieghi sarà molto più correlato all'andamento del Pil e quindi il rapporto tra le due grandezze tenderà a restare costante.

La qualità del credito in Italia ha fortemente risentito della caduta del Pil, che è sceso di 9 punti percentuali rispetto ai valori pre-2008, con il rapporto tra sofferenze lorde e impieghi arrivato a settembre al 10,5% molto vicino ai massimi storici dell'11,2% di ottobre 1996. Il rapporto delle sofferenze nette su impieghi si attesta a settembre a 4,83% contro il massimo di 5,88% di gennaio 1995.

La buona notizia è che si comincia a vedere, spiegano in Abi, un calo dell'incidenza dei nuovi prestiti deteriorati sul totale degli impieghi rispetto ai massimi 2013, e anche se le sofferenze continuano a crescere, questo fenomeno proietta un progressivo ridimensionamento anche di queste ultime, il cui stock, secondo Torriero, comincierà a calare solo dal 2017.

Il problema principale delle banche in Europa, e anche in Italia, resta quello di una bassa redditività che non riesce a remunerare il capitale investito, ha spiegato il direttore generale Giovanni Sabatini. Le cause vanno ricercate "nel terremoto regolamentare, nella congiuntura, con tassi pari a zero e che addirittura stanno diventando negativi".

Con le nuove regole, da Basilea 3 alla Crd4, il capitale richiesto alle banche è quasi raddoppiato, ma il costo del capitale sul mercato non si è ridotto, ha spiegato Sabatini, ponendo un problema di sostenibilità dei modelli sul lungo periodo.

Il Roe dei primi 132 gruppi bancari europei è passato dal 12% del 2006 al 7,7% di giugno 2015, e l'Italia è al 4,3%.

Ci sono comunque segnali di un recupero di redditività, in Europa e anche in Italia, con una variazione del risultato netto tra giugno 2014 e giugno 2015 del 36%, contro il +49% in Europa.   Continua...