PUNTO 1-Italia, rinvio a primavera per giudizio finale su clausole -Ue

martedì 17 novembre 2015 17:14
 

(riscrive unendo take precedenti)

MILANO, 17 novembre (Reuters) - Messaggio in chiaroscuro da Bruxelles per l'Italia, inclusa nei Paesi della zona euro che per la Commissione Ue potrebbero non rispettare l'anno prossimo i parametri di correzione previsti dal patto di stabilità e crescita.

A questo si aggiunge il rinvio a primavera per un giudizio definitivo sulle clausole per le riforme e per gli investimenti, legate alla maggiore flessibilità chiesta dall'Italia con la legge di Stabilità.

Letta con le lenti del vice-presidente della Commissione Valdis Dombrovskis, a oggi non c'è alcuna concessione, mentre con quelle del commissario agli Affari economici e monetari Pierre Moscovici l'Italia è l'unico paese che potenzialmente può ambire a queste due clausole e a quella relativa ai costi sostenuti per le migrazioni per una flessibilità totale dello 0,6%.

Secondo il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, infine, "la comunicazione sulla flessibilità della Commissione ha lo scopo di incentivare investimenti e riforme strutturali e l'Italia sta cogliendo questa opportunità per realizzare un programma di riforme strutturali senza precedenti insieme ad investimenti orientati a migliorare la capacità produttiva del Paese".

Di sicuro c'è che nei prossimi mesi la Ue guarderà con attenzione agli ulteriori progressi dell'Italia in tema di riforme e ai suoi maggiori investimenti co-finanziati da Bruxelles per poi dare un giudizio primaverile.

Nero su bianco, la Commissione scrive che Roma ha fatto "progressi" nel percorso di aggiustamento dei conti pubblici ma il rischio di non centrare l'obiettivo di medio termine è "lieve" quest'anno e "significativo" il prossimo. Nella nota di aggiornamento del Def, il governo prevede per il 2016 un deficit al 2,2% del Pil rispetto all'1,8% previsto nel Def di aprile e un deterioramento di ben 0,4% a livello di deficit strutturale.

L'Italia, in base alla procedura del semestre europeo, è sottoposta al ramo 'preventivo' del patto di stabilità, essendo comunque sotto il livello del 3% di deficit, e sorvegliata speciale per l'eccesso di debito.

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