CORRETTO-Appello bis Parmalat-Ciappazzi, pg chiede condanna Geronzi e Arpe

martedì 17 novembre 2015 17:20
 

(Corregge data attesa per sentenza)

BOLOGNA, 16 novembre (Reuters) - Il sostituto procuratore generale di Bologna Umberto Palma ha chiesto la condanna di Cesare Geronzi a quattro annni e sei mesi e di Matteo Arpe a tre anni e sei mesi, all'apertura del processo d'appello bis per la vicenda Ciappazzi-Parmalat.

Il Pg, oltre a chiedere anche condanne per gli altri quattro imputati, ha domandato l'assoluzione per tutti e sei per alcuni dei capi di imputazione accessori rispetto al nucleo principale dell'accusa.

Il nuovo processo d'appello era stato deciso dalla Cassazione che il 5 dicembre 2014 annullò con rinvio la prima sentenza della Corte d'Appello di Bologna. Il 7 giugno 2013, infatti, aveva condannato l'ex presidente di Banca di Roma-Capitalia Geronzi a cinque anni e l'ex AD di Capitalia (e attuale presidente di Banca Profilo ) Arpe a tre anni e sette mesi per concorso in bancarotta, confermando la sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Parma il 29 novembre 2011.

Tutti gli imputati hanno sempre respinto ogni addebito.

Dopo la procura generale, nelle prossime udienze interverranno le parti civili e infine gli avvocati della difesa. La sentenza è attesa per il 14 dicembre.

Il processo è una tranche del procedimento principale per il crack Parmalat e riguarda l'azienda di acque minerali Ciappazzi, che Calisto Tanzi acquistò dal gruppo Ciarrapico nel 2002.

L'accusa sostiene che l'acquisto da parte del gruppo di Collecchio della società in gravi difficoltà economiche avvenne per effetto delle pressioni esercitate dagli allora vertici di Banca di Roma poi Capitalia.

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