Legge Stabilità, Bankitalia sprona governo a ridurre il debito

martedì 3 novembre 2015 11:25
 

ROMA, 3 novembre (Reuters) - La Banca d'Italia sprona il governo a garantire che il debito pubblico scenda effettivamente non solo nel 2016 ma anche negli anni successivi.

"È un impegno chiave, di cui terranno conto osservatori, mercati, autorità e partner europei: non va mancato", ha detto il vice direttore generale Luigi Federico Signorini nel corso di un'audizione in Senato sulla manovra.

Come già aveva fatto mercoledì scorso, Bankitalia stima che quest'anno l'incremento del Pil "potrà avvicinarsi all'1%" e ritiene possibile "tornare a una crescita stabile intorno all'1,5% nella media dei prossimi quattro anni", come prefigura il governo. Sempre però che permangano le attuali condizioni finanziarie favorevoli e non vi siano shock esterni.

"I principali indicatori confermano che la ripresa si è avviata, ma resta necessario consolidarla; sono ancora elevati i rischi provenienti dall'economia globale", dice Signorini.

Analizzando in dettaglio le misure della manovra, Bankitalia ribadisce che per sostenere la crescita è più efficace tagliare le tasse sui fattori di produzione rispetto ad alleggerimenti del prelievo sul patrimonio.

Inoltre, eliminare la Tasi sulle abitazioni principali comporta inevitabilmente un incremento dei trasferimenti ai comuni e, di conseguenza, "il rischio di creare incentivi ad accrescere la dinamica della spesa locale".

La valutazione è ovviamente positiva sulla proroga al 2016 (seppur limitata al 40%) della decontribuzione per i nuovi assunti, che dalle prime evidenze empiriche "ha favorito non solo una ricomposizione dell'occupazione a favore di contratti a tempo indeterminato, ma anche una lieve espansione dei livelli occupazionali complessivi".

Bankitalia sollecita l'esecutivo a favorire "la riduzione del ricorso al contante", ma non esclude a priori l'opportunità di un innalzamento del limite generale da 1.000 a 3.000 euro, come prevede la legge di Stabilità.

La disattivazione per il 2016 delle clausole di salvaguardia, cioè gli aumenti di Iva e accise a garanzia degli obiettivi di bilancio, "consente di non indebolire la domanda interna in una fase di ripresa economica ancora incerta e graduale".   Continua...