Banche, orientamento Ue su utilizzo Fondo garanzia non comprensibile - Panetta

giovedì 29 ottobre 2015 15:25
 

ROMA, 29 ottobre (Reuters) - Il nuovo orientamento della Commissione Ue su come utilizzare i fondi di tutela dei depositi nelle crisi bancarie è difficilmente comprensibile quando ipotizza aiuti di Stato per interventi che hanno natura privatistica.

Lo ha detto Fabio Panetta, vice direttore generale della Banca d'Italia intervenendo al Senato in audizione.

"Sta cambiando l'orientamento delle autorità a livello europeo in modo non sempre facilmente comprensibile, a volte neanche difficilmente comprensibile", ha detto Panetta a proposito delle obiezioni sull'utilizzo del Fondo di garanzia a sostegno delle situazioni di crisi bancarie, per evitare costi maggiori in caso di liquidazione.

I casi specifici, in Italia, riguardano quattro banche - Carife, Banca Marche, Banca Etruria e CariChieti - per le quali servirebbe un intervento da circa 2 miliardi del Fondo per ricapitalizzare, evitando un costo di rimborso sui depositi quantificato in 12,5 miliardi.

"Gli orientamenti della Commissione europea tendono infatti a qualificare come aiuti di Stato gli interventi dei sistemi di garanzia diversi dal rimborso dei depositi. Un orientamento che appare in contrasto con la natura privatistica di tali interventi che utilizzano risorse del sistena bancario e non dello Stato e sono deliberati sul base volontaria", ha obiettato Panetta, che è tornato su un tema accennato dal governatore di Bankitalia Ignazio Visco ieri nel suo intervento alla Giornata mondiale del risparmio.

"Se questa posizione della Commissione fosse confermata sarebbero comunque ammissibili gli interventi di sostegno effettuati dal sistema bancario con risorse aggiuntive, al di fuori degli schemi di garanzia", ha aggiunto Panetta.

Qui il riferimento è probabilmente alla possibilità, prevista dalle regole Ue, del cosiddetto burden sharing, cioè il coinvolgimento nel caso in questione dei bond subordinati, che verrebbero convertiti in azioni per contribuire alla ricapitalizzazione delle banche in difficoltà, assieme al sostengo dei Fondo di garanzia.

In tal caso si aprirebbe comunque un confronto con la Commissione il cui esito, secondo il presidente del Fondo di Garanzia dei depositi Salvatore Maccarone, non è scontato.

(Stefano Bernabei)

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