20 ottobre 2015 / 14:31 / 2 anni fa

SINTESI-Emissioni covered banche italiane proseguono, oggi Ubi e Mps

(unisce pezzi e aggiunge contesto)

di Giulio Piovaccari

MILANO, 20 ottobre (Reuters) - Continua il momento favorevole dei covered bond sul mercato italiano, con un‘accelerazione dovuta all‘approssimarsi del periodo di ‘black out’ delle banche in vista della stagione di trimestrali.

Dopo Carige ieri, due nuovi covered sono stati lanciati oggi da Ubi Banca e Mps, entrambi da 750 milioni di euro.

L‘obbligazione Ubi, scadenza gennaio 2023, è stata prezzata a 36 punti base sopra midswap a fronte di richieste per quasi 800 milioni. Mps ha prezzato carta gennaio 2022 a 85 pb su midswap, con richieste per oltre 800 milioni . Carige ha collocato ieri 500 milioni a scadenza gennaio 2021, con un book poco superiore, allo spread di 100 punti base.

BLACK OUT

Le banche con programmi di covered aperti stanno sfruttando la finestra attuale, con una netta preferenza delle emissioni garantite rispetto ai titoli ‘senior unsecured’, contando anche sulla regolare partecipazione di Bankitalia alla fase di sottoscrizione, nell‘ambito del ‘quantitative easing’ Bce.

“Da lunedì l‘attività si ferma, gli emittenti hanno preferito uscire a questi livelli di mercato, ancora favorevoli” spiega un operatore coinvolto nei collocamenti odierni. “A breve c‘è la Bce, l‘incertezza è elevata: la corsa all‘emissione di questi giorni ci dice che molti temono tassi più altri tra tre settimane, al termine del black out”.

“È comunque un altro mondo rispetto a prima dell‘estate, quando giravano spread della metà; c‘è una titubanza degli investitori legata alla consapevolezza che il mercato è drogato dagli acquisti Bce” conclude.

DA SETTEMBRE SEI COVERED, UN SOLO SENIOR

Da inizio settembre, se si escludono due operazioni subordinate di Intesa (At1 in dollari) e Popolare Vicenza (Tier 2), tra i bond emessi dalle banche italiane solo uno è stato un senior unsecured (Banco Popolare ) a fronte di ben sei garantiti (Unicredit, Bpm e Cariparma oltre a Carige, Ubi e Mps): in tutto 4,5 miliardi di carta covered contro soli 500 milioni di senior.

E soltanto a luglio era stata la volta della Popolare Emilia Romagna, con un covered a 5 anni da 750 milioni.

“Di fatto mancano Credem e Intesa Sanpaolo, ma non è detto che vogliano uscire a questo giro. Credem ha fatto recentemente un roadshow, poi si è fermata” ricorda un secondo operatore.

BAIL-IN EUROPEO

A questa tendenza contribuisce l‘imminente entrata in vigore della normativa europea sul bail-in bancario, che rende le classiche emissioni unsecured relativamente ancora più rischiose, dunque meno appetibili per gli investitori. In un momento di liquidità abbondante e mercati spesso volatili come quello attuale, le banche puntano inoltre sul funding più sicuro e meno costoso, appunto i covered.

A conferma della finestra favorevole, si è visto oggi anche un collocamento Tier2 di Generali a 32 anni, non ‘callable’ per i primi 12, da 1,25 miliardi, che permette alla compagna di rafforzare ulteriormente la posizione finanziaria in vista dell‘entrata in vigore della normativa Solvency II nel 2016.

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