SCHEDA-Stabilità, da opzione donna con clausola salvaguardia a cig in deroga

venerdì 16 ottobre 2015 13:25
 

ROMA, 16 ottobre (Reuters) - Di seguito le principali misure sul Welfare previste dalla legge di Stabilità 2016 varata ieri dal governo:

*La legge di Stabilità estende l'opzione donna alle lavoratrici che maturano i requisiti per la pensione a fine 2015 ma introduce una clausola di salvaguardia in caso di mancanza di copertura.

La cosiddetta opzione donna, che consente alle lavoratrici di andare in pensione con 57 anni di età e 35 di contributi ma con il sistema contributivo più penalizzante, riguarda "secondo stime Inps 36.000 persone e avrà un costo complessivo di 2 miliardi [fino al 2021]", ha detto Poletti, precisando che "abbiamo introdotto una clausola secondo la quale se per il 2016 non ci sarà copertura si potrà allungare la perequazione Letta al 2017 e 2018".

Il riferimento è alla norma della Finanziaria 2013 che prevede una riduzione graduale dell'adeguamento all'inflazione per gli assegni a partire dai circa 1.500 euro lordi, rispetto al blocco secco previsto dalla legge introdotta dal governo Monti per il 2012 e il 2013 bocciata dalla Consulta.

*Rifinanziamento parziale della cassa integrazione in deroga nel 2016 utilizzando 500 milioni non utilizzati nel 2015.

*Resta nel 2016 la decontribuzione per le assunzioni stabili con un esonero del 40% fino a un tetto di 3.250 euro (da 8.000) con una dotazione triennale di 3,5 miliardi. Il governo ipotizza di mantenere la misura, ulteriormente ridotta, dal 2017 ma in via strutturale.

*Confermata la settima salvaguardia per circa 32.000 esodati (5.000 dei quali previsti da tutele precedenti per le quali mancavano le coperture) con uno stanziamento di 2 miliardi nell'ambito dei circa 12 mld complessivi già previsti.

*La no tax area per i pensionati sarà introdotta solo dal 2017 e salirà per gli over 75 da 7.750 a 8.000 euro, come per i lavoratori dipendenti, mentre per chi ha meno di 75 anni passerà da 7.500 a 7.750 euro.

*Possibilità di part time tra il 40 e il 60% per chi raggiunge i requisiti della pensione di vecchiaia nel 2018 con i contributi versati interamente dall'azienda e quelli figurativi a carico dello Stato. Stanziati poi 250 milioni in tre anni per la riedizione della vecchia solidarietà espansiva che consente la stipula di accordi previa intesa sindacale per il passaggio al part time di chi è a due anni dalla pensione, condizionato a nuove assunzioni.   Continua...