BREAKINGVIEWS - Il populismo europeo può essere addomesticato

lunedì 12 ottobre 2015 12:09
 

di Hugo Dixon

ATENE, 12 ottobre (Reuters Breakingviews) - Il populismo ha infettato la politica europea. Ma può essere sconfitto. Per farlo, ai politici del mainstream servono tre cose: competenza, equità e leadership. Per certi versi, la battaglia è già cominciata.

Recrudescenze demagogiche hanno ricominciato a farsi vive sia a destra che a sinistra in gran parte dell'Unione europea dopo il credit crunch. Partiti come il francese Front National, il britannico Independence Party, l'italiano Cinque stelle, lo spagnolo Podemos e il greco Syriza hanno comquistato il centro della scena.

I populisti creano danni perché propongono politiche apparentemente attraenti ma che se implementate hanno nella pratica risultati disastrosi. Questa affermazione si è dimostrata in tutta la sua evidenza nel caso di Alexis Tsipras -l'unico finora a salire effettivamente al potere, dei partiti appena citati - divenuto premier greco nel gennaio scorso.

Il primo passo, se i politici del mainstream vogliono battere il populismo, è la competenza. In Europa, al momento, questo significa innanzitutto competenza a gestire l'economia. E' qui che risiede la spiegazione della rielezione di David Cameron come primo ministro britannico a maggio e della vittoria di Pedros Passos Coelho alle elezioni in Portogallo il mese scorso. Mariano Rajoy, che sta governando la ripresa in Spagna, dovrebbe beneficiare dello stesso trend nel voto previsto a dicembre prossimo.

Passos Coelho e Rajoy si sono giovati del disastroso primo esecutivo Tsipras, seguito da una vera e propria inversione ad U che ha dato al numero uno di Syriza la chance di un secondo mandato.

Questo è stato un prezioso ed utile antidoto al populismo di sinistra in Portogallo e in Spagna, al punto che Podemos è crollato al quarto posto nei sondaggi d'opinione spagnoli.

Anche Matteo Renzi sta spingendo molto sul rafforzamento delle sue credenziali di competenza. Il premier sta puntando tutto sulle riforme nella speranza che questo porti frutto quando dovrà affrontare le urne, nel 2018.

Renzi non sembra spaventato dal bacchettare il populismo di sinistra e non fa che ricordare al Pd che la strada maestra è rimanere al centro. Il mese scorso, senza farsi problemi, ha strigliato sia l'ex ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis sia il leader del Labour Jeremy Corbyn.   Continua...