Italia, Fmi vede rientro debito e deficit anche dopo 2016

mercoledì 7 ottobre 2015 17:30
 

MILANO, 7 ottobre (Reuters) - Il progressivo miglioramento dell'economia italiana, stimato dal Fondo monetario internazionale per quest'anno e per il prossimo, dovrebbe riflettersi in un parallelo e graduale miglioramento degli aggregati di finanza pubblica in un orizzonte al 2020.

Lo sostiene l'organizzazione di Washington nel rapporto semestrale 'Fiscal monitor' indicando livelli tendenziali, in attesa dei dettagli sulla legge di Stabilità.

In particolare, come si legge nell tabelle dello studio, il rapporto debito/Pil dovrebbe progressivamente calare a 130,5% nel 2017, 128,3% nel 2018, 125,8% nel 2019 e 123% nel 2020.

Nel 'World economic outlook' di ieri la proiezione sul debito è stata corretta a 133,1% da 133,3% di luglio per il 2015 e 132,3% da 132,1% per il 2016.

Le stime del governo, contenute nella Nota di aggiornamento al Def, vedono invece 132,8% quest'anno, 131,4% il prossimo, 127,9% nel 2017 e 123,7% nel 2018.

Tornando al Fondo, sempre a perimetro tendenziale, l'attesa è di un graduale rientro anche per il deficit/Pil, che dovrebbe calare a 1,2% nel 2017, 0,8% nel 2018, 0,4% nel 2019 e 0,2% nel 2020. La stima Weo per il 2015 è stata confermata ieri a 2,7%, quella per il 2016 rivista a 2,0% da 2,1%.

In questo caso le stime del governo - di natura però programmatica - puntano a 2,6% quest'anno, 2,2% per il prossimo, 1,1% per il 2017 e 0,2% per il 2018.

Quanto infine al deficit strutturale, visto a 0,6% quest'anno e 0,4% il prossimo, l'organizzazione guidata da Christine Lagarde scommette su una discesa a zero nel 2017. Dal 2018 in poi l'attesa diventa di un avanzo a partire da 0,1%, visto evolversi a 0,2% nel 2019 per tornare nuovamente a 0,1% nel 2020.

Nella Nota di aggiornamento al Def si stima un deficit strutturale di 0,3% quest'anno, 0,7% il prossimo, ancora 0,3% nel 2017 e infine zero nel 2018.

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