6 luglio 2015 / 05:38 / 2 anni fa

Grecia sfida l'Europa, vincono i "no" con oltre il 61%

ATENE, 6 luglio (Reuters) - I greci hanno optato per uno schiacciante “no” nello storico referendum sulla proposta di accordo fatta dai creditori ad Atene con il 61,3% di voti, mentre il “sì” si è attestato poco sotto il 38,7%.

I votanti sono stati il 62,50% e le schede nulle e bianche sono state il 5,80%.

“Avete fatto una scelta molto coraggiosa”, ha detto il premier greco Alexis Tsipras in un messaggio televisivo.

“Il mandato che mi avete dato non è un mandato per rompere con l‘Europa, ma un mandato per rafforzare la nostra posizione nel negoziato per cercare una soluzione sostenibile”.

Funzionari del governo greco, secondo cui il “no” rafforza il potere di contrattazione con i creditori internazionali, hanno detto di voler immediatamente tentare di riprendere i colloqui con i partner europei.

“I negoziati devono essere conclusi molto presto, anche in 48 ore”, ha detto il portavoce del governo Gabriel Sakellaridis alla tv greca.“Faremo ogni sforzo per raggiungerlo subito”.

Il presidente francese François Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel hanno annunciato che si incontreranno oggi a Parigi per discutere i risultati del voto e hanno chiesto la convocazione di un Eurogruppo straordinario per domani.

Molto duro il commento del vice cancelliere tedesco Sigmar Gabriel, leader dei social democratici che fanno parte del governo di coalizione guidato da Angela Merkel.

Secondo Gabriel, il premier greco Alexis Tsipras ha tagliato l‘ultimo ponte su cui Grecia ed Europa avrebbero potuto trovare un accordo”.

Il suo commento riflette la crescente richesta dell‘opionione pubblica del maggiore dei partner dell‘area euro, che è anche il maggiore creditore di Atene, di far uscire la Grecia dall‘unione monetaria, la cui partecipazione è finora ritenuta essere irreversibile.

Secondo una ricerca di JP Morgan di ieri, dopo questo “grande no”, ora la gara è tra due forze contrapposte: la pressione politica per un accordo, contro l‘impatto delle difficoltà delle banche all‘interno della Grecia.

“Sebbene la situazione sia fluida, a questo punto una uscita della Grecia dall‘euro appare più probabile del contrario”.

Il presidente del Consiglio italiano matteo Renzi ha convocato per oggi alle 9,30 il ministro del Tesoro Pier Carlo Padoan a palazzo Chigi per fare il punto della situazione.

Padoan ha detto che l‘Italia lavora ora per una Ue “solidale e più integrata” e che tutti i Paesi devono fare le riforme in un clima di “regole condivise”.

Secondo fonti del tesoro è prevedibile una “volatilità dei mercati”, ma l‘Italia è pronta ad affrontare eventuali shock.

Nell‘Eurogruppo, proseguono le fonti, sono impegnati a mantenere l‘integrità della moneta unica e questa crisi chiede ai 18 di “accelerare il processo di integrazione”.

Anche il capo dello Stato Sergio Mattarella ha detto che la vittoria del no proietta la Ue verso “scenari inediti” e ora occorrono “responsabilità, lungimiranza e visione strategica”.

Le banche greche, che sono rimaste chiuse per tutta la settimana e hanno razionato i prelievi al bancomat, dovrebbero finire la liquidità se la Banca centrale europea non fornirà linee di credito di emergenza.

I partner di Atene la scorsa settimana avevano ammonito che la vittoria del “no” avrebbe significato tagliare i ponti con l‘Europa e portare il sistema finanziario greco verso la bancarotta.

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