Crisi, parte enorme ricchezza Italia all'estero - Tremonti

mercoledì 8 aprile 2009 13:46
 

ROMA, 8 aprile (Reuters) - Una parte "enorme" della ricchezza prodotta dalle imprese italiane è detenuta all'estero.

Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, facendo riferimento alle holding con sede nei cosiddetti "paradisi legali" come il Lussemburgo, oggetto di un'offensiva internazionale affinché si adeguino agli standard definiti in sede Ocse.

"Una parte enorme della ricchezza italiana non figura nelle statistiche. Non per una questione di illegalità ma per un'applicazione diversa del criterio di proprietà", ha detto Tremonti intervenendo a un convegno sul ruolo dell'Europa di fronte alla crisi.

"Al di fuori delle statistiche, molta parte del sistema industriale italiano è posseduto attraverso hlding estere. Se devi fare investimenti nel far east, nell'est, li operi dall'estero. Ed è un'applicazione del sistema europeo. Non è illegale, è perfettamente conforme a un sistema legale europeo che ti consente di trasferire la proprietà della tua attività in altri Paesi europei", ha detto Tremonti.

Secondo il ministro, "l'immagine dell'Italia è ora meno squilibrata di quanto fosse prima della crisi".

"L'Italia ha adesso un grande debito pubblico ma non ha un grande debito privato. Considerando che ormai l'evidenza è nel consolidarli, anche perché avvengono passaggi da privato a pubblico, questo grosso differenziale è meno grosso di prima. Secondo, la struttura industriale del nostro Paese, quattro milioni di partite Iva, di imprese medio piccole, di autonomi che sono fondamentali. E aggiungo anche l'equilibrio: l'Italia non ha solo l'export, non ha la dominanza dell'export ma ha anche la domanda interna", ha continuato.

Tremonti lamenta però quella che definisce la struttura "duale" dell'Italia e il "divario crescente di crescita che si sta sviluppando nel Sud" rispetto al Nord.

"Noi dobbiamo evitare che quel differenziale cresca. Questa è la ragione politica fondamentale. Ed è la ragione per cui noi crediamo fortemente nel Federalismo fiscale", ha aggiunto il ministro.