Monetario,derivati in calo in scia Usa,attesa fine-tuning domani

lunedì 8 settembre 2008 12:04
 

MILANO, 8 settembre (Reuters) - Il sasso gettato sui mercati dal governo Usa, con l'annuncio dell'assuzione del controllo dei giganti del finanziamento dei mutui Fannie Mae FNM.N e Freddie Mac FRE.N, ha provocato sul mercato dei derivati sui tassi della zona euro un discreto calo.

Il mercato cash si attende domani in chiusura rob un fine tuning di drenaggio da 25-30 miliardi.

I tesorieri dicono che il movimento sui derivati è tutto da attribuire all'andamento dei derivati sui tassi Usa, che ora hanno annullato ogni aspettativa di taglio dei tassi da parte del Fomc Fed, poichè il salvataggio delle due agenzie ha ispirato la speranza che le condizioni del credito e di conseguenza dell'economia possano migliorare, senza che ci sia bisogno quindi di stimoli monetari.

Venerdì, con il forte e inaspettato balzo del tasso di disoccupazione Usa i derivati Usa scontavano invece un taglio dei tassi nei prossimi mesi.

"Il mercato europeo si adegua a quello Usa, ma non cambia le aspettative di politica monetaria della Bce" dice un tesoriere di una banca italiana. I derivati continuano a prezzare un tasso di riferimento fermo al 4,25% per quest'anno e una riduzione l'anno prossimo. "Con il movimento di stamane, semplicemente si sono ridotte le aspettative di un taglio l'anno prossimo, ma ci sono ancora" dice un altro.

Intorno alle 11,30 sulla curva Euribor il contratto a settembre FEIU8 è a 95,035 (0,010) , dicembre FEIZ8 è fermo a 94,94, marzo FEIH9 è a 95,205 (-0,075) e giugno è a 95,43 (-0,105).

Il tasso euribor a tre mesi è stato fissato stamane a 4,969, in marginale ribasso dal 4,960% di venerdì. Il contratto a sei mesi che sconta lo scavalco della fine anno, registra l'ennesimo massimo storico, con un fix stamane a 5,175% in rialzo da venerdì 5,173%.

L'Eonia swap a tre mesi è stata fissato oggi a 4,324%, cosicchè lo spread con la corrispondente scadenza dell'euribor risulta di 64,5 pb, poco variato negli ultimi 3-4 mesi.

Tale spread, che indica quanto le banche chiedono in termini di rischio alle loro controparti bancarie in occasione dei prestiti di fondi, aveva visto un allargamento fino ai 90 punti base in occasione dello scavalco d'anno e da circa un mese ha iniziato a stringersi. Prima dell'inizio della crisi finanziaria un anno fa circa, lo spread era tra i 5 e i 7 punti base.   Continua...