8 maggio 2009 / 11:53 / 8 anni fa

PUNTO 2 -Crisi avvicina a Italia debito alcuni paesi Ue- Moody's

(Aggiunge dettagli)

MILANO, 8 maggio (Reuters) - La crisi finanziaria ridisegnerà la fisionomia del debito pubblico e privato in molti paesi, anche europei, rendendola più simile a quella odierna dell'Italia.

A dirlo è l'analista di Moody's, Alexander Kockerbeck, nel corso di una presentazione milanese sul merito di credito dell'Italia in cui ha ribadito che "anche durante la crisi, il rating Aa2 dell'Italia è stabile" relativamente ad altri paesi.

"Noi pensiamo che dopo la crisi, forse già durante la crisi, alcuni paesi, anche nell'area euro, assomiglieranno di più all'Italia di oggi in termini di distribuzione del debito pubblico e privato".

Citando Spagna, Irlanda e Gran Bretagna, l'analista ha spiegato che in alcuni paesi il consolidamento delle finanze pubbliche è avvenuto grazie a entrate generate da una crescita finanziata con debito privato.

Costringendo le famiglie a ridurre l'indebitamento e i governi ad aumentarlo per far fronte ai suoi effetti, la crisi farà sì che più paesi, come l'Italia, abbiano un debito pubblico più elevato e un debito privato minore che in passato.

Quella della "crescita a debito" è una tesi cara al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che ancora questa settimana ha ribadito da Bruxelles come le stime sul Pil allineino l'Italia ad altri paesi Ue nonostante i minori aiuti all'economia da parte del governo, proprio perché "gli altri pagano ora il prezzo" di una crescita finanziata da un eccesso di debito.

DISCUSSIONI SU SCUDO FISCALE EVIDENZIANO POTENZIALITÀ

Sempre al termine dell'Ecofin, Tremonti ha dettagliato alcune misure per colpire i redditi prodotti o investiti nei paradisi fiscali su cui l'Italia sta riflettendo.

Per Tremonti, se il governo dovesse pensare a un provvedimento di regolarizzazione dei capitali all'estero non sarebbe ammissibile consentire che i fondi non rientrino in Italia, come accaduto in passato.

A questo proposito Kockerbeck sottolinea che "le discussioni su uno scudo fiscale evidenziano il fatto che in Italia ci sono potenzialità importanti per agire sulle entrate".

"Noi ci chiediamo sempre: quante opzioni ci sono ancora per un governo?". Sotto questo profilo i livelli di evasione fiscale esistenti in Italia rappresentano un'opportunità che altri paesi non hanno in ugual misura.

"Forse, in un momento come questo, il fatto che in Italia ci sia un'elevata evasione fiscale e la possibilità di ridurla è un dato positivo. Lo stesso vale per le spese", ha detto l'analista a margine della presentazione.

IN PROSPETTIVA PER DEBITO CHIAVE RAPPORTO INTERESSI/ENTRATE

Anche se tra i paesi con rating 'Aaa', l'Irlanda è l'unico in cui il debito appare destinato a superare il 100% del Pil, come già avviene per l'Italia, Kockerbeck ha sottolineato che il deterioramento dei rapporti relativi al debito sarà generalizzato.

"Il deterioramento degli indici sul debito dell'Italia è in linea con gli altri paesi", ha spiegato l'analista.

L'agenzia di rating, tuttavia, non si limita a guardare alle cifre assolute sul debito ma valuta soprattutto la sostenibilità dello stesso. Da questo punto di vista, per quanto riguarda l'Italia, è il costo del debito in rapporto alle entrate "l'indicatore che può fare la differenza" in futuro.

Richiamandosi alle stime diffuse dalla Commissione europea questa settimana, Kockerbeck ha sottolineato come gli interessi sul debito superino all'incirca il 10% delle entrate.

"Ma (questo rapporto) potrebbe andare anche verso il 12/13%, dipende da come il mercato reagirà in futuro perché abbiamo già visto che c'è stato un aumento degli spread a riflesso di un aumento dell'avversione al rischio e di una maggiore differenziazione tra i vari paesi dell'euro da parte degli investitori".

Il differenziale di tasso Btp/Bund a dieci anni si è peraltro ristretto di circa 90 punti base rispetto ai picchi toccati a inizio anno a 170 centesimi.

"Questa crisi fa vedere quale sia il grande vantaggio di appartenere all'Unione monetaria, altrimenti, oltre a tutti gli altri problemi, si avrebbe anche un problema valutario. L'Irlanda non è l'Islanda", ha concluso.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below