Pensioni, Sacconi a Espresso: andare oltre soglia 62 anni

giovedì 7 agosto 2008 13:07
 

ROMA (Reuters) - La spesa previdenziale italiana è eccessiva ed è necessario ragionare su un innalzamento dell'età di pensionamento oltre i 62 anni anche alla luce del trend demografico.

Lo ha detto il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, in una intervista al settimanale Espresso in edicola domani.

"Indubbiamente il servizio del debito è una palla al piede. Ma è un effetto dell'eccesso di spesa. Quanto all'età di pensionamento, non potevamo non porre la questione. L'Italia ha un'anomalia rispetto a tutti gli altri paesi: c'è una spesa sociale troppo squilibrata verso la spesa previdenziale. Bisogna che questa anomala incidenza quantomeno si mantenga stabile", ha risposto Sacconi a chi gli chiedeva se non fosse la spesa per interessi a pesare sui conti di sanità e previdenza piuttosto che la spesa per pensioni.

"Dobbiamo chiedeci se è sufficiente la soglia dei 62 anni", ha precisato il ministro riferendosi al libro verde presentato recentemente dal governo dove si sottolinea la necessità di intervenire ulteriormente sull'innalzamento dell'età pensionabile.

Secondo il Dpef 2009-2013, la spesa pensionistica crescerà rispetto al Pil fino a raggiungere intorno al 2038 un picco al 15,3%, per poi scendere a circa il 14% nel 2050.

Le norme attualmente in vigore sulla previdenza prevedono che dal 2008 l'età pensionabile salga a 58 anni. Dal 2009 in avanti sarà introdotto un mix di età e quote per arrivare nel 2013 a quota 97, con età minima a 61 anni.

Ieri il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha detto che l'attuale sistema previdenziale italiano, basato prevalentemente sul pilastro pubblico, non è perfetto ma è affidabile, nell'attuale contesto di crisi finanziaria internazionale.

Sacconi è tornato anche sui coefficienti di trasformazione sostenendo la necessità di "verificare se è sufficiente la revisione periodica dei coefficienti. Abbiamo posto degli interrogativi, non ci siamo permessi di dare una risposta. L'importante è che si raggiunga una larga condivisione sul fatto che la spesa deve essere stabilizzata, quanto ai mezzi si può discutere".

Il ministro ieri si è dichiarato contrario all'equiparazione dei requisiti per l'accesso alla pensione di vecchiaia tra uomini e donne nelle attuali condizioni del mercato del lavoro italiano, dopo la presentazione di un ordine del giorno del Pdl per una proposta di legge finalizzata a aumentare il requisito di età delle donne a 62 anni.

Attualmente le donne hanno diritto alla pensione di vecchiaia a 60 anni e gli uomini a 65.