7 agosto 2009 / 12:05 / tra 8 anni

PUNTO 2 - Trevisan, cda chiede ammissione procedura concorsuale

(aggiunge al quarto paragrafo nota integrativa Trevisan)

MILANO, 7 agosto (Reuters) - Il cda di Trevisan Cometal TREV.MI ha preso atto che l‘accordo quadro sottoscritto il 2 luglio scorso con i nuovi investitori è venuto meno, in quanto non è stata sottoscritta con le banche una convenzione sulla ristrutturazione del debito.

Di conseguenza, si legge in un comunicato, il consiglio ha deliberato di richiedere l‘ammissione alla procedura concorsuale più opportuna, rinviando la decisione a una prossima riunione, che si terrà presumibilmente nei primi giorni di settembre.

Il cda di Trevisan non ha approvato la relazione semestrale e si è riservato di valutare se il comportamento dei nuovi investitori possa essere oggetto di azioni di responsabilità.

Con una seconda nota, a integrazione del primo comunicato stampa, Trevisan ha precisato che le banche avevano dato disponibilità a siglare una convenzione sulla ristrutturazione del debito, ma i nuovi investitori non hanno raggiunto un accordo sulla proroga al 10 settembre dal 5 agosto del termine per arrivare all‘intesa con le banche.

Trevisan aveva chiuso l‘esercizio 2008 con una perdita di 28,2 milioni di euro. La società di revisione Deloitte & Touche, nell‘aprile scorso, non aveva espresso un giudizio sul bilancio della società attiva nella lavorazione e verniciatura dell‘alluminio, che in quel periodo aveva avviato una trattativa con le banche per la rinegoziazione del debito, pari a circa 50 milioni.

Il successivo 30 aprile, Trevisan aveva annunciato di aver raggiunto un‘intesa con le banche sulla moratoria del debito, pur precisando che tre istituti avevano subordinato la firma all‘accordo di tutti i creditori.

Il 5 maggio, poi, gli accordi di stand still con le banche erano divenuti efficaci.

Nel frattempo, Trevisan aveva chiuso anche il primo trimestre in rosso, con una perdita di 2,8 milioni.

La rinegoziazione del debito con le banche si è intrecciata con una trattativa per un cambio del controllo della società, sul modello Saeco e Ferretti.

L‘1 luglio, infatti, scaduto l‘accordo di stand still, il gruppo aveva chiesto una proroga di novanta giorni perché all‘orizzonte si era profilata una cordata di imprenditori disposta a sottoscrivere un aumento di capitale da 11 milioni di euro.

La cordata era formata dagli imprenditori Ermen Minari, Natale Rizzini e Marco Spallarossa.

L‘aumento di capitale era condizionato al via libera delle banche alla ristrutturazione del debito. In particolare, secondo indiscrezioni di stampa, l‘accordo prevedeva che la cordata di imprenditori avrebbe rilevato il 50,1% del capitale e UniCredit (CRDI.MI) - che aveva erogato un finanziamento di 26 milioni all‘epoca del buyout - avrebbe estinto i debiti verso Ac Partners (la società d‘investimento della famiglia Garavoglia, proprietaria di Campari (CPRI.MI), azionista al 49,986% di Trevisan).

L‘8 luglio scorso, Borsa Italiana aveva sospeso le azioni Trevisan a tempo indeterminato. il giorno successivo, Ac Partners aveva sottoscritto l‘accordo sulla ricapitalizzazione accettando quindi di uscire dalla società.

Il 23 luglio, Trevisan aveva comunicato di aver ottenuto dalle banche una nuova proporga agli accordi di stand still, precisando il giorno seguente che la scadenza sarebbe stata il 30 settembre.

Ora, l‘ultimo capitolo della vicenda, con la richiesta di procedura concorsuale, alla luce del mancato accordo sulla rinegoziazione del debito.

Secondo quanto risulta dal sito Consob, a parte Ac Partners, i principali azionisti di Trevisan sono Henderson Global Investors Limited (2,787% del capitale), Az Fund Managment (2,799%) e Powe Capital Management (3,406%).

I clienti Reuters possono leggere il comunicato integrale cliccando su [ID:nBIA071dd].

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