Moody's vede calo emissioni high yield periferia 2015, bene ancora Italia

martedì 24 marzo 2015 10:57
 

MILANO, 24 marzo (Reuters) - Difficilmente nel 2015 si potrà ripetere il record di emissioni 'high yield' da parte di società dell'area periferica della zona euro registrato l'anno scorso, ma l'Italia riuscirà comunque a mantenere un ruolo primario su questo mercato.

È quanto sostiene l'agenzia di rating Moody's in un report pubblicato oggi, ricordando che le emissioni corporate high yield effettuate nel 2014 in Italia, Spagna, Portogallo, Irlanda e Grecia sono ammontate complessivamente a 30 miliardi di dollari (circa 27,5 miliardi di euro), rispetto ai 24 miliardi del 2013.

Il trend, sottolinea il report, è stato guidato proprio dall'Italia, che "ha rinforzato la propria posizione dominante" con un volume di emissioni di 18 miliardi di dollari nel 2014.

Anche alla luce della partenza del programma di quantitative easing della Bce, e della conseguente tendenza al ribasso dei rendimenti nell'area euro, Moody's prevede che i mercati periferici high yield continueranno nel 2015 ad attrarre investitori in cerca di remunerazioni più elevate, come evidenziato dal recente ritorno sul mercato del debito di società come Telecom Italia e Wind.

Ma come scrive Pieter Rommens di Moody's, autore del report, "con i timori che stanno riemergendo sull'affidabilità creditizia di alcuni emittenti sovrani dell'area euro, come evidenziato dalla nostra decisione recente di mettere sotto osservazione per un donwgrade la Grecia, riteniamo che i nuovi volumi di emissione saranno più bassi nel 2015 rispetto all'anno scorso".

Secondo Moody's le emissioni high yield del 2015 continueranno comunque ad arrivare principalmente dall'Italia, guidate dalle esigenze di rifinanziamento delle aziende.

Tuttavia, prosegue l'agenzia, nella periferia l'accesso al mercato rimarrà più difficoltoso per le società alla prima emissione e per quelle più piccole e meno conosciute, con rating più deboli. Questo in particolare per la Grecia, su cui non è atteso un aumento dei volumi di emissione a meno di un recupero di fiducia del mercato sul profilo di rischio sovrano del paese.

Inoltre, sottolinea Moody's, il numero delle aziende che hanno emesso per la prima volta è sceso da 17 nel 2013 a sette nel 2014, delle quali nessuna in Irlanda, Grecia o Portogallo, ad indicare un ritorno della cautela sui mercati dei capitali.

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