5 febbraio 2015 / 14:23 / tra 3 anni

PUNTO 1-Europa rinnova a Italia timori su sostenibilità debito

* Ue vede il debito pubblico al 133% del Pil nel 2015

* Bce: rispettare regola debito è un “requisito vincolante”

* L‘Italia si appella ai fattori rilevanti (Accorpa pezzi, aggiunge contesto)

BRUXELLES, 4 febbraio (Reuters) - La Commissione europea mantiene alta la guardia sul debito pubblico italiano, visto al 133% del Pil nel 2015, tanto da non escludere la richiesta di una ulteriore manovra correttiva.

“Nel caso dell‘Italia la principale preoccupazione è la regola del debito e la sostenibilità del debito pubblico,” ha detto il vice presidente dell‘esecutivo comunitario, Valdis Dombrovskis, in un‘intervista concessa nell‘ambito del Reuters Summit.

A causa della congiuntura economica “molto sfavorevole”, Bruxelles ha già dimezzato allo 0,25% del Pil la correzione chiesta all‘Italia nel 2015 nell‘ambito del percorso di avvicinamento al pareggio di bilancio strutturale, calcolato al netto del ciclo e delle una tantum.

Ma, come sottolinea la Banca centrale europea nel suo bollettino mensile, anche “il rispetto della regola del debito è un requisito vincolante del Psc”, il Patto di stabilità e crescita.

Il Trattato obbliga l‘Italia a ridurre di un ventesimo l‘anno la distanza che separa il rapporto debito/Pil dalla soglia di riferimento del 60%.

La prima valutazione avviene quest‘anno sulla base dei dati riferiti al triennio 2013-2015 e, secondo il ministero dell‘Economia, rispettare alla lettera la regola del debito comporta una manovra di 2,2 punti di Pil. Una correzione giudicata “né fattibile, né auspicabile” dall‘Italia, che si appella ai fattori rilevanti previsti dal Trattato per evitare la procedura di infrazione.

Nelle nuove previsioni d‘inverno la Commissione stima che il debito pubblico torni a scendere solo dal 2016, quando dovrebbe attestarsi al 131,9%.

“La principale sfida che ha davanti l‘economia italiana è ancora il livello molto alto di debito pubblico, insieme a una crescita nominale debole” ha affermato il commissario agli Affari economici e monetari Pierre Moscovici.

Dombrovskis non si sbilancia sulla possibilità che l‘Europa chieda un nuovo aggiustamento. “Dobbiamo guardare a tutti i fattori rilevanti”, dice.

Fonti comunitarie spiegano che la Commissione ha già inviato una lettera al governo in cui chiede chiarimenti. Il ministero dell‘Economia non ha finora commentato.

La Commissione europea darà una valutazione complessiva sulla legge di Stabilità il 27 febbraio e già in quella sede potrebbe esprimersi sulla dinamica del debito.

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