Tesoro, mark to market derivati negativo per 37 mld, +8 mld in un anno - Bankitalia

martedì 3 febbraio 2015 14:15
 

ROMA, 3 febbraio (Reuters) - A fine settembre il ministero dell'Economia aveva accumulato costi potenziali per quasi 37 miliardi con le operazioni in derivati, in crescita di 8 miliardi su base annua.

È quanto emerge dal supplemento 'conti finanziari' al bollettino statistico della Banca d'Italia.

I derivati di Stato alimentano da anni polemiche e sospetti. L'episodio più discusso risale al 3 gennaio 2012, quando il Tesoro ha versato a Morgan Stanley 2,6 miliardi di euro in conseguenza di una clausola di "Additional termination event" presente in alcuni contratti.

Le tabelle di Bankitalia mostrano che nel terzo trimestre del 2014 le passività dovute ai derivati ammontavano a 36,870 miliardi, in crescita di 2,4 miliardi rispetto ai 34,428 miliardi di giugno 2014 e di 8,1 miliardi su settembre 2013.

Bankitalia misura su base trimestrale quello che comunemente viene chiamato 'mark to market': il valore attualizzato dei flussi netti futuri stimati sulla base dei tassi correnti di mercato.

Il mark to market indica quanto il Tesoro avrebbe dovuto versare alle controparti se avesse chiuso tutti i contratti alla data della rilevazione. È un indicatore utile per monitorare gli effetti del contratto ma non misura concreti rischi di perdita.

Il 5 dicembre, rispondendo a un'interrogazione del Movimento cinque stelle, il Tesoro ha addebitato l'aumento del valore negativo al livello "straordinariamente basso dei tassi di interesse rispetto alle condizioni del mercato all'epoca della stipula".

"L'attuale livello dei tassi di interesse costituisce un minimo assoluto in Italia e probabilmente in tutto il mondo occidentale mai osservato nella storia prima dell'attuale crisi", si legge nella risposta depositata alla Camera.

Il ministero dell'Economia dice di aver stipulato derivati su circa 161 miliardi di debito pubblico (valore nozionale), l'8% del totale. Il portafoglio è composto prevalentemente da cross currency swap (14%), interest rate swap (69%) e swaptions (15%).   Continua...