PUNTO 2-Bce, da Corte Giustizia Ue implicito via libera a QE su governativi

mercoledì 14 gennaio 2015 14:02
 

(Aggiorna con commenti portavoce ministero Finanze tedesco, ulteriori reazioni mercato)

LUSSEMBURGO/FRANCOFORTE, 14 gennaio (Reuters) - E' un indiretto via libera all'opzione che la Banca centrale europea sottoscriva direttamente titoli del Tesoro della zona euro quello dell'avvocato generale della Corte di Giustizia europea. Un annuncio di 'QE' sui governativi potrebbe arrivare già la prossima settimana.

Non mancano naturalmente, come di consueto, le condizioni. Dalla reazione dei mercati finanziari è comunque chiaro che la decisione è letta come un imprimatur al famigerato 'quantitative easing' sui governativi.

Mentre il cambio euro/dollaro scivola al nuovo minimo da nove anni fino a rompere la soglia di 1,727 - livello del lancio di gennaio 2009 - il rendimento dei benchmark decennali francese, belga, finlandese, austriaco e olandese si porta all'ennesimo record negativo da sempre.

Festeggiano anche i Btp, con il tasso sul decennale in caduta al nuovo minimo storico fino in area 1,70% con prossimo possibile obiettivo di 1,55%.

Chiamato a pronunciarsi sulla legittimità del programma Omt annunciato ormai nel 2012 ma mai utilizzato - principalmente a causa dello scetticismo tedesco - l'avvocato generale della Corte Ue Pedro Cruz Villalon giudica che non costituisca un'infrazione delle leggi europee.

La corte benedice così in linea di principio l'opzione degli acquisti di titoli di Stato che da mesi fa discutere i consiglieri Bce, Germania e 'rigoristi' contro la linea più espansiva capitanata da Mario Draghi.

Da Berlino, il portavoce del ministero delle Finanze federale accoglie con favore un parere che "fa chiarezza" ma precisa che il pronunciamento di Lussemburgo rafforza la posizione su cui resta il governo tedesco.

Tornando al parere di Cruz Villalon, il caveat appare intanto poco significativo. L'avvocato generale si limita infatti a chiedere che le operazioni non implichino un'assistenza finanziaria diretta a un singolo Paese della zona euro, condizione peraltro già prevista da Francoforte presentando lo strumento.   Continua...