Btp in calo, prospettiva Qe limita effetti ondata avversione rischio

martedì 16 dicembre 2014 12:21
 

MILANO, 16 dicembre (Reuters) - Andamento negativo per il
mercato obbligazionario italiano a metà seduta, al termine di
una mattinata contrassegnata da una propensione degli
investitori per gli asset rifugio, complici le fibrillazioni
legate al crollo del petrolio e i timori di un nuovo
rallentamento dell'economia mondiale.
    A limitare le perdite sui Btp e l'intera periferia, la
prospettiva del varo di un programma di quantitative easing
allargato ai titoli di Stato da parte della Bce, mentre alla
vigilia del primo scrutinio del voto per la presidenza della
Repubblica greca riaffiorano le preoccupazioni di una nuova fase
di instabilità politico-finanziaria in Grecia e nell'intera zona
euro.
    "E' una fase delicata, andiamo verso la fine dell'anno e la
liquidità sul mercato è ridotta, se le oscillazioni sono tutto
sommato contenute è solo perché ormai il quantitative easing
sembra sempre più inevitabile", dice un operatore.   
    Proprio la drammatica discesa del petrolio e i conseguenti
effetti deteriori sulla stabilità dei prezzi potrebbero spingere
la Bce a rompere gli indugi, forse già a gennaio, anche se la
Bundesbank continua a ribadire il proprio scetticismo.
    Intorno alle 12,00 il rendimento del decennale italiano, che
dieci giorni fa era sceso al minimo storico di 1,95%, sale a
2,038% da 2,004% della chiusura e lo spread con
l'analoga scadenza del Bund si allarga a 143 punti base dai 138
del finale di seduta di ieri.
    Venerdì 5 dicembre si era stretto fino a 117 punti base,
minimo da luglio 2010.
         
    DA CINA E ZONA EURO SEGNALI DEBOLEZZA, INCOGNITA FED
    I dati macroeconomici arrivati in mattinata hanno fatto poco
per ridurre la chance di un avvio di un piano di acquisto di
titoli di Stato.
    La lettura preliminare di dicembre dell'indice Pmi
composito, barometro dell'attività economica nella zona euro,
pur migliore delle attese, suggerisce una crescita del Pil pari
allo 0,1% nel quarto trimestre, mentre le imprese hanno
proseguito a tagliare i prezzi per il trentatreesimo mese
consecutivo.
    Segnali poco confortanti anche dalla Cina, dove, sempre a
dicembre, il Pmi manifatturiero ha segnalato una contrazione
dell'attività per la prima volta in sette mesi.
    Ad acuire la fase di incertezza, l'imminente verdetto della
Fed che domani, al termine della due giorni di riunioni del
comitato di politica monetaria, fornirà indicazioni sui tempi di
un rialzo del costo del denaro, fermo poco sopra lo zero da 6
anni. 
    Alla luce dai segnali di consolidamento della ripresa Usa,
l'istituto centrale dovrebbe confermare l'indicazione per un
rialzo del costo del denaro a metà 2015, ma i segnali di
rallentamento dell'economia globale e le pressioni al ribasso
sull'inflazione legate al crollo del petrolio potrebbero indurre
a una maggiore prudenza.
    
    
    
        
=========================== 17,20 ==============================
FUTURES BUND MARZO         154,84   (+0,19)
FUTURES BTP MARZO          133,68   (+0,55)
BTP 2 ANNI  (AGO 16)    101,599  (-0,053)  0,691%
BTP 10 ANNI (DIC 24)   104,329  (-0,214)  2,026%
BTP 30 ANNI (SET 44)   126,028  (-0,370)  3,397%
========================= SPREAD (PB)===========================
                                                  PRECEDENTE
TREASURY/BUND 10 ANNI   149           148 
BTP/BUND 2 ANNI           76            73
BTP/BUND 10 ANNI       138           143
livelli minimo/massimo              136,1-143,3   134,4-145,1   
BTP/BUND 30 ANNI       199           196
SPREAD BTP 10/2 ANNI                   133,5         137,9      
  
SPREAD BTP 30/10 ANNI                  137,1         136,3 
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