11 dicembre 2014 / 10:49 / 3 anni fa

PUNTO 3-Bce, acquisto titoli Stato più vicino dopo tiepida risposta banche a Tltro

* In due operazioni banche zona euro raccolgono poco più della metà dei fondi potenziali

* A principali banche italiane vanno 49,2 miliardi su potenziale complessivo 75 miliardi

* Obiettivo espansione bilancio Bce a rischio senza acquisto titoli Stato, ma restano incognite (divide paragrafi, aggiunge nota)

di Elvira Pollina

MILANO/FRANCOFORTE, 11 dicembre (Reuters) - La tiepida risposta delle banche della zona euro alla seconda ‘Targeted ltro’, l‘asta di liquidità della Bce finalizzata all‘erogazione di credito all‘economia reale, avvicina il varo di un piano di acquisti di titoli di Stato da parte di Francoforte.

Stamane, infatti, la Bce ha assegnato a 306 istituti 129,84 miliardi di euro di fondi a quattro anni da destinare al rilancio del flusso del credito all‘economia. Il numero è in linea alla mediana delle attese raccolte da Reuters nell‘ultimo sondaggio, che proiettava richieste per 130 miliardi.

Ma sommando quanto collocato nella prima asta condotta lo scorso settembre il totale risulta 212,4 miliardi, ovvero appena più della metà del potenziale stimato dalla stessa Bce, ovvero 400 miliardi.

Appare quindi non semplice per Francoforte raggiungere con le sole misure espansive messe in campo, che comprendono anche gli acquisti di covered bond e Abs, l‘obiettivo di espandere il proprio bilancio di 1.000 miliardi, senza ricorrere a un programma di acquisto di titoli di Stato.

Le resistenze politiche, soprattutto da parte tedesca, continueranno a pesare, nonostante il presidente Bce Mario Draghi abbia sottolineato che il varo del ‘qe’ non richieda l‘unanimità.

Guardando alle banche italiane i 15 istituti che hanno partecipato all‘asset quality review della Bce hanno richiesto fondi per circa 26 miliardi, pari al 20% del totale. Nella prima operazione Tltro le stesse banche avevano sottoscritto circa 23,2 miliardi, pari a circa il 28%.

Complessivamente le principali banche italiane hanno quindi raccolto 49,2 miliardi sui 75 miliardi nella disponibilità del sistema nazionale.

I fondi raccolti hanno per gli istituti di credito un costo dello 0,15%, dieci centesimi oltre il livello del rifinanziamento principale di 0,05%. Il prossimo anno sono previste una serie di riaperture delle aste Tltro.

FRANCOFORTE SOTTO PRESSIONE

Tornando al dato europeo, un operatore nota come l‘importo assegnato nella duplice operazione sia inferiore ai fondi triennali Ltro in scadenza tra gennaio e febbraio, pari a circa 250 miliardi.

“La Banca centrale europea è sotto pressione perchè dia una mossa al proprio bilancio”, sottolinea Reinard Cluse, economista di Ubs. “Ha bisogno di un pool di asset più liquido. E’ un elemento a favore del quantitative easing”.

I dati economici della zona euro continuano a restituire segnali di preoccupante debolezza.

L‘ultimo in ordine di tempo è quello relativo all‘inflazione ‘core’ francese, risultata negativa a novembre per la prima volta dal 1990.

E Draghi ha assicurato che Francoforte è pronta ad agire celermente per contrastare il mix di bassa crescita e inflazione che sta colpendo la zona euro.

Ma d‘altra parte, il varo di un piano di quantitative easing deve superare le resistenze da parte di diversi membri del consiglio Bce, ricorda una nota degli strategist di Rbs. Inoltre, i governi europei nell‘ultimo summit, sottolineano da Rbs, hanno fatto pochi passi avanti verso il rafforzamento dei legami economici e fiscali, tramite la condivisione di sovranità per quanto riguarda le riforme di tipo strutturale.

“Il nostro timore è quindi che Draghi avrà difficoltà a convincere i falchi del consiglio che un programma di quantitative easing su vasta scala è necessario, se i governi europei non fanno la loro parte”.

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