6 novembre 2014 / 16:53 / 3 anni fa

PUNTO 2-Prysmian, margini giù in 9 mesi, guidance confermata, titolo sale

(Accorpa pezzi, aggiunge dichiarazioni da conference call)

MILANO, 6 novembre (Reuters) - Prysmian archivia i primi nove mesi dell‘anno con margini e utile in calo e ricavi sostanzialmente stabili, risultati che risentono dei problemi nel progetto Western Link (WL).

Il titolo, tonico per l‘intera seduta, ha reagito ai conti con un‘accelerazione, salvo poi ritracciare un po’ e chiudere con un rialzo del 3,59%, a 14,13 euro, dopo aver segnato un massimo di 14,23 euro.

Commentando i risultati, Alberto Checchinato, analista di Fidentiis, dice “no news good news”, ovvero l‘assenza di una cattiva sorpresa, come l‘anticipazione di un Ebitda adjusted 2014 sotto il minimo del range, rappresenta una buona notizia.

Un analista che segue il gruppo spiega la reazione positiva del mercato con “risultati in linea e guidance confermate. Il consensus era già allineato. Il titolo, a questi livelli di prezzo, aveva già scontato tutto”.

I ricavi, si legge in un comunicato del produttore di cavi, sono saliti, a livello organico, dello 0,2%, a 5,014 miliardi; escludendo l‘impatto di WL la crescita sarebbe stata dell‘1,7%.

Nel corso della conference call di presentazione dei risultati, il direttore finanziario, Pier Francesco Facchini, ha detto di attendersi una conferma di una crescita organica dei ricavi a fine anno in area 2%.

L‘Ebitda adjusted è calato del 19,8%, a 355 milioni; escludendo WL il calo sarebbe stato dello 0,9%.

L‘utile netto adjusted ha registrato una flessione del 25,1%, a 134 milioni; l‘utile netto non adjusted si è attestato a 135 milioni, in crescita rispetto ai 109 milioni di un anno prima.

La posizione finanziaria netta al 30 settembre scorso era pari a 1,292 miliardi. Facchini ha precisato che la previsione per fine anno rimane in area 900 milioni.

Prysmian conferma la guidance sull‘Ebitda adjusted a fine anno, che si attesterà nel range 506-556 milioni, ma, come anticipato in occasione della pubblicazione dei risultati del primo semestre, “nella parte bassa dell‘intervallo”.

Il 9 settembre scorso, l‘AD Valerio Battista aveva detto che l‘andamento del business nel terzo trimestre era in linea con le previsioni sull‘intero anno, “magari un po’ tirati”.

Nel corso della conference call, Battista ha parlato di “parte molto bassa” della forchetta indicativa.

Secondo le stime di consensus, comunicate dall‘azienda, nei nove mesi gli analisti prevedevano vendite pari a 5,016 miliardi, un Ebitda adjusted di 352 milioni e una posizione finanziaria netta di 1,252 miliardi.

BUYBACK FINO A 50 MILIONI DI EURO

“I risultati evidenziano una sostanziale stabilità della redditività, se si esclude l‘impatto negativo del progetto Western Link”, spiega l‘amministratore delegato Valerio Battista nella nota sui conti. “La ripresa dei volumi nel business dei cavi telecom prosegue a ritmi anche superiori alle aspettative e anche il trend nel mercato dei cavi per le costruzioni si conferma in lieve miglioramento. Per il quarto trimestre è atteso, rispetto ai trimestri precedenti, un maggior contributo dal business dei cavi alta tensione e dei cavi per l‘industria petrolifera, oltre alla conferma della forte performance nel settore dei cavi sottomarini. Su base geografica, si evidenzia il positivo trend di Nord America e Asia che fanno da parziale controbilanciamento alla debolezza dello scenario in Europa e al deterioramento in Sud America”.

Il gruppo prevede che “la domanda nel business dei cavi a media tensione per le utilities si mantenga debole, mentre nel business dei cavi per le costruzioni è ipotizzabile che il graduale recupero verificatosi nei primi nove mesi dell‘anno si protragga per l‘intero esercizio. Si conferma, inoltre, l‘andamento positivo della domanda nei business ad alto valore aggiunto della trasmissione di energia, in particolare dei cavi sottomarini, oltre al consolidamento della ripresa della domanda nei cavi in fibra ottica”.

A proposito di WL, Battista agli analisti ha sottolineato che “non ci sono ulteriori problemi”, tutto procede come previsto.

Il Cda, inoltre, ha deciso l‘avvio di un programma di acquisto di azioni proprie fino ad un controvalore complessivo massimo di 50 milioni, “fermo restando che il numero massimo di azioni che potranno essere acquistate sarà tale che, in qualsiasi momento, tali azioni non superino complessivamente il 10% del capitale sociale, tenuto conto delle azioni proprie già detenute”.

Facchini ha motivato il buyback con la necessità di ricostituire il magazzino titoli, anche “a servizio del bond convertibile”, approfittando del livello basso delle quotazioni.

CHIUSURA IMPIANTI E RIFOCALIZZAZIONE CATENA DEI FORNITORI

Una parte consistente della conference call è stata dedicata ai piani del gruppo per generare risparmi. In una slide della presentazione, infatti, viene illustrato il passaggio a una catena dei fornitori su base regionale invece che locale. “Stiamo cambiando delle cose”, ha spiegato Battista, “soprattutto nei segmenti energia e cavi ottici, per migliorare la competitività. Abbiamo concordato la chiusura di due impianti in Europa (in Olanda, ad Amsterdam, e in Francia)”. L‘AD ha anticipato che è prevista la chiusura di altri tre impianti nel 2015.

Per quanto riguarda i cavi ottici, Battista ha sottolineato che l‘impianto in Romania è destinato a diventare il maggiore entro il primo semestre dell‘anno prossimo, “con un vantaggio sui costi”.

Stimolato sui risparmi potenziali di questa rifocalizzazione della catena dei fornitori, l‘AD si è limitato a dire che, in termini di turnover, c‘è un risparmio del 5% circa spostandosi in paesi ‘low cost’.

Battista, infine, ha rivelato che in Europa mediamente gli impianti lavorano al 65-70% della capacità.

Per leggere il comunicato integrale, i clienti Reuters possono cliccare su

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