Zona euro, Commissione Ue taglia stime, ripresa posticipata

martedì 4 novembre 2014 12:26
 

BRUXELLES, 4 novembre (Reuters) - Alla zona euro servirà un altro anno per raggiungere un livello seppur modesto di crescita economica, secondo la Commissione europea che oggi ha rivisto al ribasso le sue previsioni.

Nelle stime d'autunno, l'esecutivo Ue ha annunciato che l'economia della zona euro crescerà quest'anno dello 0,8%, dell'1,1% il prossimo e dell'1,7% nel 2016 - un livello che, stando a quanto detto dalla Commissione sei mesi fa, avrebbe dovuto essere raggiunto il prossimo anno. A spingere più in là la ripresa sono le deboli economie di Francia e Italia.

"Non c'è una risposta unica e semplice. La ripresa economica sta chiaramente faticando a prendere il ritmo", ha spiegato il commissario europeo per gli Affari economici e monetari, Pierre Moscovici, durante una conferenza stampa.

Se le conseguenze della crisi delle banche e del debito sono per lo più da attribuire alla debolezza del blocco europeo, le tensioni con la Russia sull'Ucraina e le sanzioni che l'Ue ha imposto a Mosca hanno appesantito la fiducia delle imprese e le esportazioni.

"Il rallentamento in Europa è avvenuto mentre perduravano i retaggi della crisi globale", ha spiegato Marco Buti, direttore generale del dipartimento economico della Commissione.

"Vediamo la crescita... giungere a un punto fermo in Germania... una stagnazione prolungata in Francia e una contrazione in Italia", ha aggiunto in una nota sulle previsioni per il 2014-2016.

Dalle stime della Commissione per il 2015 si evince che il deficit della Francia si attesterà al 4,5% del Pil (e al 4,7% nel 2016) mentre per la Germania il rapporto deficit/Pil per l'anno prossimo è visto a zero e in surplus dello 0,2% nel 2016.

I dati della Commissione sembrano evitare il ritorno nelle maglie della recessione su cui il presidente della Bce Mario Draghi aveva messo in guardia i leader Ue al summit di Bruxelles del mese scorso, ma nonostante un trend improntato a un lento miglioramento, gli indicatori restano a tinte fosche.

L'inflazione si attesterà allo 0,5% quest'anno, allo 0,8% nel 2015 e all'1,5% nel 2016, ancora al di sotto del target Bce del 2% che giudica opportuno per l'economia, mentre la disoccupazione si porterà al 10,8% nel 2016.

(Robin Emmott)

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