SCHEDA - La legge di Stabilità del 2015

lunedì 3 novembre 2014 17:10
 

di Giuseppe Fonte
    ROMA, 3 novembre (Reuters) - La legge di Stabilità del 2015
contiene oneri per poco più di 36 miliardi e coperture pari a
25,7 miliardi. Circa 10,4 miliardi sono misure finanziate
attraverso l'aumento del deficit.
    I tagli alla spesa valgono 16 miliardi e assorbono quasi i
due terzi delle risorse raccolte. Le maggiori entrate (quasi 10
mld in totale) comprendono misure di contrasto all'evasione
fiscale (2,6 mld), l'aumento dell'imposizione sulle rendite
finanziarie (poco più di 1 mld) e la tassazione sui giochi
d'azzardo (900 mld).
    Dal saldo tra maggiori e minori entrate emerge che tasse e
contributi diminuiscono di 5 miliardi nel 2015 ma aumentano di 6
miliardi nel 2016 e di 12,8 miliardi nel 2017. Va però
considerato che il bonus di 80 euro al mese per i redditi medi e
bassi vale 9,5 miliardi ed è classificato come nuova spesa
anziché minore entrata.
    Il saldo tra maggiori e minori spese dà luogo a un aumento
delle uscite compreso tra 5 e 6 miliardi l'anno lungo l'intero
triennio.
    Secondo il servizio Bilancio della Camera, la manovra ha
questi effetti sul bilancio pubblico (in miliardi di euro e in
termini di indebitamento netto):

                             2015          2016          2017
RISORSE                      25,7          45,2          52,5
 - maggiori entrate           9,6          26,0          32,7
 - minori spese              16,1          19,2          19,8
IMPIEGHI                     36,2          45,0          45,6
 - minori entrate            14,7          19,9          19,9
 - maggiori spese            21,5          25,1          25,7
EFFETTI SU SALDI (1)        -10,4           0,2           6,9
    
    (1) Le discrepanze sono dovute agli arrotondamenti
    
    LA CORREZIONE NEGOZIATA CON LA COMMISSIONE EUROPEA
    Il testo depositato alla Camera è destinato a cambiare. Su
pressione della Commissione europea, il governo presenterà
emendamenti per aumentare a oltre 0,3 da 0,1 la correzione del
saldo strutturale, calcolato al netto del ciclo economico e
delle una tantum.
    L'indebitamento netto del 2015 è visto migliorare di 4,5
miliardi al 2,6 dal 2,9% del Pil, a fronte del 2,2% tendenziale.
L'effetto espansivo della manovra scende di conseguenza a poco
più di 6 miliardi.
    
    IL BONUS DI 80 EURO DIVENTA PERMANENTE
    Il bonus di 80 euro diventa un credito di imposta
strutturale e spetta nella misura di 960 euro l'anno a tutti
coloro che dichiarano un reddito lordo complessivo fino a 24.000
euro l'anno.
    Tra 24.000 e 26.000 è previsto un calo progressivo fino a
zero: il beneficio è riconosciuto infatti "per la parte
corrispondente al rapporto tra l'importo di 26.000 euro,
diminuito del reddito complessivo, e l'importo di 2.000 euro".
    
    IL TAGLIO DELL'IRAP
    L'articolo 6 rende integralmente deducibile dall'imponibile
Irap il "costo complessivo per il personale dipendente con
contratto a tempo indeterminato" ma cancella il taglio delle
aliquote Irap deciso ad aprile con il decreto sul bonus di 80
euro.
    L'aliquota principale torna quindi al 3,9% dal 3,5% e,
questa è l'altra nota dolente, con effetto retroattivo al 2014.
    Il nuovo regime Irap comporta un costo per lo Stato di 2,7
miliardi nel 2015 e di 4,6 miliardi nel 2016.
    
    LA DECONTRIBUZIONE DEI NUOVI ASSUNTI
    I datori di lavoro non dovranno versare per 36 mesi i
contributi sui dipendenti assunti con contratto a tempo
indeterminato fra gennaio e dicembre 2015.
    Il beneficio è riconosciuto "nel limite massimo di esonero
pari a 8.060 euro su base annua" e costa 1,9 miliardi
nell'intero 2015.
    
    TORNA IL BONUS BEBÈ
    Lo Stato riconosce un bonus di 80 euro al mese "per ogni
figlio nato o adottato" dal primo gennaio 2015 fino al 31
dicembre 2017. L'assegno non concorre alla formazione del
reddito ed è riconosciuto per 36 mesi a tutte le famiglie il cui
reddito non superi i 90.000 euro lordi annui. Dal quinto figlio
in poi l'agevolazione è riconosciuta senza limiti di reddito.
    Il bonus costa 202 milioni nel 2015, 607 milioni nel 2016 e
poco più di un miliardo nel 2017.
    
    TFR IN BUSTA PAGA CON TASSAZIONE ORDINARIA
    Dal primo marzo al 30 giugno 2018 i lavoratori dipendenti
del settore privato potranno chiedere alle aziende di incassare
in busta paga il Trattamento di fine rapporto (Tfr). La parte
integrativa del salario "è assoggettata a tassazione ordinaria,
non rileva ai fini" Irpef e "non è imponibile ai fini
previdenziali".
    Lo schema dell'operazione prevede che siano le banche ad
anticipare il Tfr, evitando alle imprese una perdita di
liquidità. Al termine del periodo lavorativo l'azienda verserà
le somme accantonate direttamente alla banca, che si vedrà
riconoscere la stessa remunerazione oggi garantita per il Tfr:
l'1,5% più lo 0,75% del tasso di inflazione.
    
    LE DETRAZIONI SULLE RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE
    La manovra proroga fino al 31 dicembre 2015 la detrazione al
65% sugli interventi di riqualificazione energetica degli
edifici e la detrazione al 50% per le ristrutturazioni semplici.
    
    IL CREDITO DI IMPOSTA IN RICERCA E SVILUPPO
    Cambia il credito di imposta per gli investimenti in ricerca
e sviluppo. Nella versione attuale Il credito è pari al 50%
delle spese incrementali in ricerca e sviluppo sostenute negli
anni 2014-2016, con un'agevolazione massima di 2,5 milioni di
euro per impresa ed un budget totale pari a 200 milioni di euro
annui. La manovra dimezza l'agevolazione al 25% delle spese ma
alza l'importo annuale massimo a 5 milioni. Il credito è valido
"fino al 31 dicembre 2019".
    
    LE GARANZIE SUI DERIVATI DEL TESORO
    La manovra autorizza il ministero dell'Economia a stipulare
garanzie bilaterali per la gestione delle operazioni in derivati
sui titoli di Stato. La garanzia è costituita da titoli di Stato
dell'area euro denominati in euro oppure da disponibilità
liquide gestite attraverso movimentazioni di conti di tesoreria
o di altri conti appositamente costituiti.
    Le Camere di commercio dovranno versare la loro liquidità
sul conto di tesoreria. Eventuali investimenti finanziari
dovranno essere monetizzati entro giugno 2015.
    
    DALLA CESSIONE DELLE FREQUENZE OLTRE 700 MLN
    La manovra pone le basi assegnare ai privati le frequenze
della banda 1452-1492 MHz. L'Autorità per le comunicazioni dovrà
avviare le procedure "entro dieci giorni dalla data di entrata
in vigore" della legge di Stabilità. Il termine per emanare il
regolamento di gara è il 15 marzo 2015. Il processo si dovrà
concludere "entro il 31 ottobre 2015".
    
    LE DISMISSIONI
    Il nuovo contratto di programma tra Poste italiane
 e ministero dello Sviluppo sarà quinquennale.
L'obiettivo è rendere il quadro regolatorio più stabile e
aumentare di conseguenza l'interesse del mercato per le azioni
del gruppo, di cui il Tesoro vuole cedere 40%.
    L'onere del contratto "è confermato nell'importo massimo di
262,4 milioni a decorrere dall'anno 2015". In più, la manovra
sancisce che la consegna della posta potrà essere fatta a giorni
alterni in tutte quelle zone con densità demografica inferiore
"ad un massimo di un quarto della popolazione nazionale". La
legge attualmente parla invece di "un ottavo".
    L'articolo 22 cerca di velocizzare le procedure per la
cessione degli immobili pubblici, dal quale il precedente
esecutivo si aspettava introiti per 1,5 miliardi tra 2014 e
2016.
    
    LE "SPESE INDIFFERIBILI" DEL 2015
    Il governo rifinanzia un nutrito elenco di spese. Le
principali sono: missioni militari all'estero (700 mln); gli
interventi per gli autotrasportatori (250 mln); università e
policlinici universitari (150 mln); scuole non statali (200
mln); fondo per i non autosufficienti (250 mln); la social card
e altre misure di contrasto alla povertà (250 mln); il cinque
per mille (500 mln).
    Il governo stanzia 1,5 miliardi per finanziare i nuovi
ammortizzatori sociali previsti dal disegno di legge delega sul
lavoro.
    
    NASCE IL PIANO 'LA BUONA SCUOLA'
    La manovra stanzia 1 miliardo nel 2015 e 3 miliardi a
partire dal 2016 per finanziare il piano straordinario di
assunzione dei docenti e l'alternanza scuola-lavoro.
    
    I TAGLI ALLA SPESA
    I tagli alla spesa sono ripartiti principalmente tra
ministeri (2,3 miliardi), Regioni (4), comuni (1,2) e province
(1).
    Dalla riprogrammazione del Piano azione e coesione arriva 1
miliardo, altri 2,3 sono attinti dal Fondo per i crediti di
dubbia esigibilità.
    Dal 2015 riceveranno la pensione il 10 anziché il primo di
ogni mese coloro che ricevono più trattamenti da Inps, Inpdap e
Inail.
    
    PIÙ TASSE SU FONDI PENSIONE E FONDAZIONI BANCARIE
    L'imposta sostitutiva sui redditi dei fondi pensione sale al
20 dall'11%. Sale al 17 dall'11% il prelievo sui redditi
derivanti dalla rivalutazione dei fondi per il trattamento di
fine rapporto.
    Tasse più salate anche per enti non commerciali e Fondazioni
di origine bancaria. Sale infatti al 77,74% dall'attuale 5% la
quota imponibile dei dividendi. L'imposta dovuta è quindi del
21,38% (l'aliquota Ires del 27,5% moltiplicata per il 77,74%).
    L'intero pacchetto ha effetto retroattivo al 2014.
    
    DALLA LOTTA ALL'EVASIONE 2,6 MLD
    La manovra  estende il 'reverse charge' (negli scambi tra
imprese è il compratore che versa l'Iva, non il venditore) al
settore energetico e ai servizi di pulizia, di demolizione e di
installazione di impianti. Il gettito atteso è di 900 milioni.
    Arriva in Italia lo 'split payment': le pubbliche
amministrazioni verseranno l'Iva direttamente all'Erario anziché
al fornitore al momento di acquistare beni e servizi.
L'efficacia di questa seconda misura è subordinata al via libera
della Commissione europea, in assenza del quale scatterà, a
garanzia dei saldi, un aumento delle accise sui carburanti per
circa 988 milioni.
    Cambia la filosofia dell'accertamento fiscale: in caso di
anomalie l'Agenzia delle entrate inviterà il contribuente a
rivedere la propria posizione con un vero e proprio invito a
fare un adempimento volontario. L'obiettivo è favorire
l'emersione spontanea di reddito imponibile. Il Tesoro si
aspetta di incassare 700 milioni.
    
    LA TASSAZIONE SUI GIOCHI AUMENTA DI 900 MLN
    La manovra riduce di 4 punti percentuali la percentuale di
restituzione in vincita (payout) per le new slot. Nei fatti
questo si traduce in un incremento dell'aliquota pari a 4,3
punti.
    Nel caso invece delle videolottery il payout e l'aliquota
aumentano di 15 punti.
    Completa il pacchetto una nuova stretta sugli apparecchi per
il gioco d'azzardo non collegati alla rete telematica statale.
    
    TESORO BLINDA PAREGGIO BILANCIO CON AUMENTI IVA E ACCISE
    La legge di Stabilità include la manovra correttiva
necessaria a raggiungere nel 2017 il pareggio di bilancio in
termini strutturali, cioè al netto del ciclo economico e delle
misure 'una tantum'.
    L'aliquota Iva del 22% salirà al 24% nel 2016, al 25% nel
2017 e al 25,5% nel 2018. L'aliquota ridotta del 10% salirà al
12% nel 2016 e al 13% nel 2017.
    In più, dal 2018 le accise su benzina e gasolio saliranno in
misura tale da assicurare 700 milioni su base annua.
    Il Tesoro stima l'aumento di gettito in 12,8 miliardi nel
2016, di 19,2 nel 2017 e di 21,3 miliardi nel 2018.
    L'unico modo di evitare la stretta fiscale è adottare tagli
alla spesa di pari importo.
    
    IL TAGLIO DELLE AGEVOLAZIONI FISCALI SLITTA AL 2016
    La manovra scongiura il taglio delle detrazioni fiscali nel
2015 disinnescando parzialmente la clausola di salvaguardia
ereditata dal precedente esecutivo.
    La presidenza del Consiglio dovrà emanare, "entro il primo
gennaio 2016", un decreto per disporre "variazioni delle
aliquote di imposta e riduzioni della misura delle agevolazioni
e delle detrazioni vigenti tali da assicurare maggiori entrate"
pari a 4 miliardi nel 2016 e 7 miliardi dal 2017.
    
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