15 ottobre 2014 / 21:29 / 3 anni fa

PUNTO 1-Legge Stabilità vale 36 mld, Renzi fiducioso su via libera Ue

* Renzi conferma rinvio pareggio, correzione resta 0,1% Pil

* Governo accantona 3,4 mld per ridurre deficit se Ue insiste

* Al taglio delle tasse vanno 18 mld (Accorpa pezzi e aggiunge contesto)

di Giuseppe Fonte e Roberto Landucci

ROMA, 15 ottobre (Reuters) - Nel presentare una legge di Stabilità anticrisi da 36 miliardi, Matteo Renzi mette sul piatto 18 miliardi per ridurre le tasse su lavoro e imprese e si mostra fiducioso che l‘Europa alla fine non si metterà di traverso.

“Noi pensiamo che per l‘Italia valgano le circostanze eccezionali e [lo sforzo su] le riforme strutturali che costituiscono lo strumento per non rispettare l‘impegno sul pareggio”, ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, dicendosi “disponibile a discutere, a dialogare e a riflettere con la Commissione di oggi e di domani”.

L‘Italia ha infatti rinviato al 2017 l‘azzeramento del deficit strutturale, al netto cioè del ciclo economico e delle una tantum, limitando a 0,1 punti percentuali la correzione del 2015.

In ogni caso il governo è pronto a rivedere i suoi piani. I 36 miliardi comprendono una riserva di 3,4 miliardi “che può essere utilizzata anche per migliorare l‘indebitamento”, ha spiegato il ministro dell‘Economia Pier Carlo Padoan.

Sul fronte delle coperture l‘aumento del deficit al 2,9 dal 2,2% del Pil assicura nell‘intero 2015 11 miliardi.

I tagli alla spesa valgono 15 miliardi e sono ripartiti tra Stato centrale (6,1 miliardi), Regioni (4), comuni (1,2), province (1). Altri 2,7 sono già accantonati in bilancio perché previsti nel 2015 dal decreto sul bonus di 80 euro al mese per i redditi medi e bassi.

Dalle rendite finanziarie arrivano 3,6 miliardi, compresi tuttavia i 2,4 miliardi già previsti dal decreto Irpef.

Completano il menù le misure di contrasto all‘evasione fiscale (3,8 miliardi), il nuovo regime normativo sulle slot machine (1 miliardo), i minori stanziamenti per la banda larga (600 milioni) e la riprogrammazione di altri fondi (1 miliardo).

Sul fronte impieghi, la riduzione delle tasse è ripartita tra taglio dell‘Irap (5 miliardi), azzeramento dei contributi per i nuovi assunti (1,9 miliardi), stabilizzazione del bonus di 80 euro (9,5), detrazioni per le famiglie (500 milioni) e benefici fiscali per le partite Iva con basso reddito (800 milioni).

Altri 3 miliardi vanno a disinnescare l‘aumento delle tasse dovuto alla clausola di salvaguardia che Renzi ha ereditato dal precedente esecutivo di Enrico Letta.

Renzi conferma che i lavoratori avranno la possibilità di ricevere il trattamento di fine rapporto (Tfr) in busta paga. L‘operazione sarà possibile grazie al sistema bancario, che anticiperà le somme. Da parte sua lo Stato ci mette una garanzia pubblica per la quale sono accantonati in bilancio 100 milioni.

Per il resto la manovra conferma le indiscrezioni della vigilia.

Quasi 7 miliardi serviranno a finanziare il ‘quadro esigenziale’: cassa integrazione in deroga, missioni militari all‘estero, cinque per mille, manutenzione di strade e ferrovie e gli scatti contrattuali per le forze dell‘ordine.

Alla riforma degli ammortizzatori sociali vanno 1,5 miliardi, l‘istruzione assorbe 500 milioni e un altro miliardo va ad allentare il patto di stabilità interno, dando ai comuni maggiore capacità di investimento.

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