Fondi cofinanziamento Ue, bene apertura Merkel a modifiche -Delrio

venerdì 10 ottobre 2014 11:35
 

MILANO, 10 ottobre (Reuters) - Il governo italiano accoglie positivamente le parole della cancelliera tedesca Angela Merkel rispetto alla disponibilità a modificare le procedure relative ai fondi di cofinanziamento, per meglio conciliare il loro utilizzo con le regole relative ai parametri bilancio Ue.

"E' il tema di oggi, come conciliare il rigore allo sviluppo. Siamo abituati a prendere molto sul serio le parole della cancelliera Merkel", ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, a margine dei lavori della riunione informale dei ministri Ue della coesione territoriale.

Un concetto ribadito nell'intervento di apertura. "Riteniamo molto importante l'apertura che la Merkel ha fatto alla conferenza l'altro ieri".

Alla conferenza europea di Milano Merkel ha riconosciuto l'esistenza del problema dell'inserimento del prefinanziamento nel deficit pubblico. "Se un paese deve finanziare qualcosa per due anni, e poi chiedere i soldi indietro quando il programma è completo, ha dovuto spendere sul programma aumentando il deficit per due anni".

Un elemento che può frenare l'utilizzo dei programmi di cofinanziamento da parte dei Paesi che rischiano di sforare i vincoli del patto di Stabilità e crescita, ha riconosciuto la cancelliera.

"Forse dovremmo pensare a come cambiare questo. Siamo pronti ad accettare tali modifiche", ha detto Merkel, senza entrare nei dettagli.

Nel suo intervento odierno Delrio ha sottolineato che nelle fasi di consolidamento fiscale il cofinanziamento nazionale sia stato vittima di una forte riduzione, "nell'ordine del 18 per cento in tutta l'Unione europea".

"La mia impressione è che nella situazione in cui ci troviamo non possiamo permetterci che questa riduzione degli investimenti prosegua ulteriormente", ha sottolineato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

"Solo pochi giorni fa abbiamo ricevuto il segnale da una delle principali e più efficienti regioni beneficiarie dei fondi strutturali in Italia sulla necessità di una ulteriore riduzione del cofinanziamento nazionale perché l'attuale livello non é compatibile con i limiti del patto di stabilità", ha aggiunto.   Continua...