29 settembre 2014 / 14:28 / 3 anni fa

PUNTO 2-Ue, quadro è peggiorato, manovre più difficili - Padoan

* La congiuntura in Europa “è molto preoccupante”

* Fiscal compact, “rischio avvitamento” manovra dopo manovra

* L‘Europa spinga la Germania a spendere di più (Aggiunge dichiarazioni)

ROMA, 29 settembre (Reuters) - L‘Europa deve tener conto del peggiorato quadro macroeconomico quando valuta gli sforzi di risanamento fiscale compiuti dai singoli Stati membri.

Il ministro dell‘Economia, Pier Carlo Padoan, rilancia lo schema ‘flessibilità in cambio di riforme’ e dice che i Paesi in avanzo, come la Germania, dovrebbero riequilibrare i loro bilanci così come i Paesi in deficit.

“Bisogna riconoscere che il Fiscal Compact è stato concepito in un contesto nel quale il quadro macroeconomico era più favorevole e di conseguenza andrebbe tenuto conto della diversità del quadro macro e delle circostanze eccezionali, soprattutto di alcuni Paesi”, ha detto Padoan intervenendo alla Camera durante la Conferenza interparlamentare sul nuovo Patto di stabilità europeo.

“In questo contesto tutte le manovre sono più difficili, anche se continueremo a perseguirle”, ha aggiunto.

L‘Italia sta negoziando con la Commissione europea il rinvio al 2017 del pareggio di bilancio espresso in termini strutturali, cioè al netto del ciclo e delle una tantum. Allungare i tempi di consolidamento fiscale permette al governo di evitare nel 2015 una correzione da 7-8 miliardi, destinando tutte le risorse disponibili a interventi di stimolo dell‘economia.

Padoan allude a questo quando dice che “c‘è ancora del cammino da fare e va collocato in un un quadro diverso, meno stringente”.

Inoltre, l‘Italia considera “una grave debolezza” vincolare le manovre al calcolo del deficit strutturale, che richiede un‘idea di quale sia l‘andamento del reddito potenziale.

“In molti Paesi il reddito potenziale viene dato in discesa, non pari a zero o in lieve salita, per meccanismi che spesso hanno a che fare con le difficoltà della statistica. Questo fatto statistico ha un‘enorme implicazione di policy: il rischio di avvitamento su se stessa di una politica che tende a correggere uno squilibrio”.

Le riforme strutturali sono essenziali ma, ribadisce il ministro, ci vuole tempo perché producano effetti e nel frattempo possono incidere negativamente sui bilanci nazionali.

“Le riforme che hanno successo sono quelle che possono contare sul consenso”, prosegue Padoan nel giorno in cui il premier Matteo Renzi discute alla direzione del suo partito, il Pd, la riforma del lavoro.

L‘ex capoeconomista dell‘Ocse definisce “molto preoccupante” la combinazione di bassa crescita, bassi investimenti, alta disoccupazione e bassa o nulla inflazione che caratterizza l‘Europa.

“Le stime di crescita sono state eccessivamente ottimistiche fino a pochi mesi fa. La crescita si è dovuta spostare più in là nel tempo e alcune cause non sono state ben comprese”.

“Non ci sono scorciatoie per la crescita”, dice Padoan. “Occorre agire da tutti i lati, dal lato dell‘offerta e dal lato della domanda. Occorre mettere in campo in modo coordinato tutti gli strumenti che i governi hanno a disposizione”.

La nuova parola chiave è “policy mix, non più austerità contro la crescita”.

Sottolineando che gli Stati europei devono utilizzare gli spazi di bilancio “a sostegno della domanda”, il ministro chiede un approccio più equilibrato nel modo di gestire gli squilibri macroeconomici in Europa.

“Le pressioni per l‘aggiustamento sui Paesi in deficit sono più forti rispetto a quelle sui Paesi in surplus, ma in una visione di sistema, globale, le pressioni dovrebbero essere più simmetriche”, prosegue Padoan esortando la Germania a spendere di più per stimolare la domanda interna e rendere meno competitive le sue esportazioni.

(Giuseppe Fonte)

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