PUNTO 1-Istat rivede deficit/Pil 2013 a 2,8% da 3%, debito sotto 128%

lunedì 22 settembre 2014 14:00
 

(Aggiorna con dati e contesto)
    ROMA, 22 settembre (Reuters) - Il rapporto deficit/Pil del
2013 migliora di 0,2 punti percentuali, al 2,8% dal 3%, per
effetto del nuovo sistema contabile europeo Sec2010.
    Adeguando la serie storica dei conti nazionali ai nuovi
criteri, Istat abbassa il rapporto debito/Pil 2013 a 127,9% da
132,6%.
    La variazione del Pil è confermata invece a -1,9% (valori
concatenati).
    Le nuove regole europee prevedono di includere nel Pil i
contributi che derivano da commercio di droga, prostituzione e
contrabbando di sigarette. Le spese per Ricerca e sviluppo (R&S)
e armamenti sono valutate come investimenti. 
    Il Sec2010 potrebbe incidere positivamente anche sul
bilancio di quest'anno, aiutando l'esecutivo a mantenere
l'indebitamento netto entro il 3% del Pil senza dover ricorrere
a manovre correttive. Se vi saranno margini di spesa in più sul
2015 saranno comunque limitati, ha già chiarito il presidente
del Consiglio Matteo Renzi. 
    Il ministero dell'Economia aggiornerà il quadro
macroeconomico e di finanza pubblica il primo ottobre, a due
settimane dal varo della legge di Stabilità per il 2015.
    Per effetto del Sec2010 il Pil a prezzi di mercato dello
scorso anno sale di 59 miliardi (+3,8%) a 1.618,9 miliardi.
Rivisti verso l'alto sia i consumi finali sia gli investimenti
fissi lordi, mentre le esportazioni e le importazioni sono state
ridotte.
    Istat ricorda che le operazioni in derivati ora non incidono
più sull'indebitamento netto. Solo questo ha permesso di ridurre
gli interessi sul debito di 3,2 miliardi nel 2013. Di converso,
però, l'avanzo primario è sceso al 2 dal 2,2% del Pil.
    Inoltre, sono stati riconosciuti come imposte alcuni flussi
che erano in precedenza esclusi dal circuito delle
amministrazioni pubbliche. È il caso degli oneri in bolletta (la
componente A3) che finanziano la produzione di energia elettrica
da fonti rinnovabili.
    "Tali modifiche hanno concorso all'aumento complessivo delle
imposte per un ammontare pari a 9 miliardi nel 2011, 14,8
miliardi nel 2012 e 15,6 miliardi nel 2013, bilanciato da un
corrispondente aumento delle altre uscite correnti", spiega
Istat.
    (Giuseppe Fonte)
    
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