17 settembre 2014 / 11:04 / 3 anni fa

Spending review, pronto decreto su prezzi d'acquisto Pa - fonti

* I prezzi di riferimento saranno pubblicati sul sito del Tesoro

* Il 25 settembre i Dpcm sulle centrali d‘acquisto

* Auto blu, non più di 5 per amministrazione centrale

di Giuseppe Fonte

ROMA, 17 settembre (Reuters) - Il ministro dell‘Economia, Pier Carlo Padoan, ha firmato il decreto sui prezzi di riferimento per l‘acquisto di beni e servizi, uno dei tasselli di cui si compone la spending review.

Seppur con ritardi, va quindi avanti il processo di attuazione del decreto sul bonus di 80 euro, che prevede tagli alla spesa pubblica per 3,1 miliardi nel 2014 e 3,4 nel 2015.

“Il decreto è stato firmato da Padoan due giorni fa”, spiega una fonte governativa.

Il Tesoro avrebbe dovuto definire e pubblicare i benchmark al più tardi il 10 luglio.

Gli acquisti di beni e servizi assorbono circa 130 miliardi l‘anno. L‘obiettivo del governo è assicurare una discesa dei prezzi a parità di volumi acquistati, senza quindi peggiorare la qualità dei servizi pubblici.

Per legge le pubbliche amministrazioni dovrebbero comprare a prezzi non superiori a quelli stabiliti dalla Consip, la società del Tesoro che centralizza gli acquisti.

Fino ad oggi, però, è stato facile eludere quest‘obbligo. Alle amministrazioni bastava dire che occorrono prodotti con caratteristiche anche leggermente diverse da quelle indicate nei benchmark Consip per comprare a prezzi più alti.

Il decreto dovrebbe limitare questa prassi definendo “le caratteristiche essenziali” dei prodotti, i cui prezzi saranno pubblicati sul sito Internet del Tesoro. Spetterà all‘Autorità di vigilanza sui contratti pubblici (Avcp) verificare il rispetto dei benchmark.

GOVERNO A CACCIA DI 20 MLD

Il decreto Irpef non indica quanti risparmi potranno derivare dall‘introduzione dei benchmark e da altri interventi analoghi, i cui effetti non sono facilmente stimabili. Le regole europee invitano i governi nazionali alla prudenza: prima si raccolgono concretamente i risparmi, poi si decide come impiegarli.

Senonché, in vista della legge di Stabilità, il Tesoro ha definito una nuova strategia di tagli alla spesa, che consiste nel provare a stimare la riduzione della spesa in base al livello di attuazione delle leggi in vigore. I risparmi dovrebbero tradursi in un minor livello tendenziale dell‘indebitamento netto.

”Il governo ci crede“, spiega una seconda fonte governativa”.

Ideato dal vice ministro dell‘Economia Enrico Morando (Pd), il nuovo approccio potrebbe essere definito “bottom up”, dal basso verso l‘alto. Finora, invece, la spending review ha seguito una logica “top down”, dall‘alto verso il basso: il commissario Carlo Cottarelli, in uscita, avrebbe dovuto setacciare il bilancio e dire al governo dove bisogna tagliare.

La legge di Stabilità avrà un valore di almeno 20 miliardi, risorse che “non arrivanno solo dalla spending review”, ha ammesso ieri Padoan alludendo anche a misure dal lato delle entrate fiscali.

Del resto, l‘unico modo di trovare 20 miliardi tagliando la spesa è colpire anche capitoli del bilancio politicamente sensibili come la sanità, le pensioni e gli stipendi dei dipendenti pubblici.

DECRETO SU STRETTA AUTO BLU ALLA FIRMA DI RENZI

Il prossimo, ambizioso capitolo della spending review è la centralizzazione degli acquisti di beni e servizi per Regioni e comuni, che è slittata al 2015.

L‘aggregazione delle centrali di acquisto, affidate a personale specializzato, dovrebbe assicurare 7,2 miliardi di risparmi al 2016, secondo Cottarelli.

L‘ex dirigente del Fondo monetario internazionale ritiene possibile ridurre a 35 le circa 32.000 centrali appaltanti di cui oggi si servono le amministrazioni pubbliche.

“Per la creazione del sistema dei soggetti aggregatori servono due decreti della presidenza del Consiglio (Dpcm). Dovrebbero andare tutti e due in Conferenza unificata Stato-Regioni il 25 settembre”, spiega la fonte.

“Dovrebbe poi essere emanato a giorni il Dpcm sui 240 milioni di tagli ai ministeri mentre è alla firma del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, il Dpcm sulle auto blu”, aggiunge.

Il decreto Irpef prevede “un numero massimo, non più di cinque”, per le auto di servizio ad uso esclusivo e non esclusivo “di cui può disporre ciascuna amministrazione centrale dello Stato”.

Inoltre, dovrà ridursi del 30% rispetto ai valori del 2011 la spesa “per l‘acquisto, la manutenzione, il noleggio e l‘esercizio di autovetture, nonché per l‘acquisto di buoni taxi”.

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