Renzi: nessuna difesa d'ufficio su Pil, centreremo target spending review

mercoledì 6 agosto 2014 17:10
 

ROMA, 6 agosto (Reuters) - Nessuna difesa d'ufficio da parte del governo dopo i dati sul Pil del secondo trimestre che hanno riportato l'Italia in recessione, ma l'impegno ad andare avanti con il programma di riforme e i tagli alla spesa secondo i target fissati.

Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in una lettera inviata ai parlamentari della maggioranza e pubblicata sul sito di palazzo Chigi.

"In queste ore i dati negativi sulla crescita non devono portarci alla solita difesa d'ufficio (ma l'anno scorso era peggio, ma a giugno la produzione industriale cresce, ma gli occupati sono in aumento, ma il problema è l'eurozona, eccetera). Dobbiamo avere il coraggio e la voglia di guardare la realtà: l'Italia ha tutto per farcela e per uscire dalla crisi. Ma deve cambiare. Se non cambia sarà sempre negativa", scrive Renzi.

Stamani l'Istat ha certificato per il secondo trimestre consecutivo una flessione della ricchezza nazionale a -0,2% (da -0,1) su base congiunturale e -0,3 (da -0,4) su base annua.

"A chi tra noi dice che deve cambiare l'Europa, più che l'Italia, rispondo con rispetto che possiamo cambiare l'Europa solo se facciamo bene a casa nostra. I MilleGiorni sono un arco di tempo che consente una strategia globale", secondo il premier che incita ad andare "avanti, allora, con ancora maggiore decisione. Senza incertezze, senza paure, senza frenate. Il processo di riforme è partito".

Renzi ribadisce anche la volontà di procedere come previsto sui tagli alla spesa pubblica, dopo gli attriti dei giorni scorsi che potrebbero portare alle dimissioni del commissario alla spending review Carlo Cottarelli, critico con la maggioranza che impegnerebbe per nuove spese i tagli ancora in fieri impedendo che vengano usati per tagliare le tasse.

"Ci hanno detto che la spending è una questione tecnica. Ma è una finzione. La scelta di cosa tagliare e cosa non tagliare è la suprema scelta politica. La spending è ontologicamente questione politica, che non possiamo rinviare. Ci siamo dati obiettivi che manterremo", scrive Renzi.

La spending review vale 32 miliardi tra 2014 e 2016. Il governo ha ridotto l'obiettivo di risparmio del 2014 a circa 3 miliardi dai 4,5 indicati nel Def, il Documento di economia e finanza.

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