Argentina, banche paese pronte a offerta per rilevare debito holdout-fonte

mercoledì 30 luglio 2014 16:51
 

BUENOS AIRES, 30 luglio (Reuters) - Un consorzio di banche argentine è pronto ad avanzare un'offerta per rilevare i titoli di debito del paese detenuti dagli investitori che non hanno aderito alla ristrutturazione e che hanno fatto causa al paese (i cosiddetti 'holdout'), nel tentativo di evitare il default del paese.

Lo riferisce una fonte bancaria di alto livello a Reuters, precisando che al momento non c'è stata ancora alcuna discussione con gli hedge fund Usa che si contrappongono al governo, i quali - ha aggiunto - dovrebbero comunque accettare un 'haircut', ovvero di concedere uno sconto.

"L'idea è di sedersi ad un tavolo con i fondi e acquistare tutto il debito che detengono. Dobbiamo negoziare l'importo finale, i termini e come il pagamento verrà effettuato" ha detto la fonte.

Secondo altre fonti un gruppo di banche private sarebbe pronto ad offrire una garanzia di 250 milioni di dollari per convincere holdout e giustizia Usa della volontà dell'Argentina di giungere ad una soluzione.

Intanto proseguono - in una sorta di corsa contro il tempo nell'ultimo giorno valido per un'intesa - i colloqui ufficiali tra il governo argentino e gli holdout, per giungere ad una transazione che scongiurerebbe il rischio di un nuovo default di Buenos Aires.

Fonti del governo argentino riferiscono che si terrà nella giornata di oggi un nuovo incontro tra le parti, anche se al momento non c'è conferma da parte dell'ufficio del mediatore Daniel Pollack, nominato dal tribunale di New York.

Gli incontri tenuti nei giorni scorsi, ordinati dal giudice di New York Thomas Griesa, non hanno finora prodotto risultati. Al faccia a faccia di ieri ha partecipato per la prima volta direttamente il ministro delle Finanze argentino Axel Kicillof.

Il mercato sembra al momento dare fiducia alla possibilità di un accordo in extremis.

Secondo le quotazioni Markit, il credit default swap a 5 anni sul debito argentino scende di quasi 400 punti base rispetto alla chiusura di ieri, a quota 1.505, dopo aver raggiunto martedì scorso i massimi da sei settimane.   Continua...