Banche Italia vedono segni recupero, bene ratio, nodo bond sovrani - R&S

martedì 29 luglio 2014 16:38
 

MILANO, 29 luglio (Reuters) - Le maggiori banche italiane cominciano a vedere una luce in fondo al tunnel, per quanto tremolante e non visibile a tutte in egual misura.

E' quanto emerge dall'annuario R&S 2014 di Mediobanca.

Il 2013 è stato un altro anno in rosso per i cinque maggiori istituti quotati (UniCredit, Intesa Sanpaolo, Banco Popolare , Banca Monte dei Paschi di Siena e Ubi ). Ma, sottolinea il rapporto, qualche segnale di minor pessimismo emerge dai bilanci del primo trimestre di quest'anno.

Il 2013 è andato in archivio con perdite cumulate per 48,1 miliardi di euro, risultato di una caduta dei ricavi (15,5% tra 2009 e 2013), una minore contrazione dei costi operativi rispetto ai ricavi (6,7% tra 2009 e 2013), una crescita del 72,5% delle perdite su crediti, oneri straordinari - per ristrutturazioni e svalutazioni di asset - che nel quinquennio hanno cumulato 37,3 miliardi. L'anno scorso, peraltro, il sistema ha beneficiato della rivalutazione delle quote della Banca d'Italia (4,2 miliardi).

Nel 2014 buona la dinamica della perdite su crediti in rapporto ai ricavi, che al marzo scorso erano scese al 23,5% dal 51,7% del 2013. Su questo fronte la più virtuosa è UniCredit (15%), mentre la maglia nera va a Mps (48,3%).

Stabilizzazione dei crediti deteriorati, che a fine marzo erano pari al 94,5% del patrimonio netto rispetto al 95,1% a fine 2013. Resta grave la situazione di Mps (348,8%); bene Intesa Sanpaolo (68,3%).

In crescita il tasso di copertura dei crediti deteriorati (44,9% a fine marzo). Va ricordato che gran parte delle garanzie sui crediti è di natura immobiliare (71% del totale), un dato che solleva la questione della corretta valutazione del patrimonio di real estate.

I ratio patrimoniali regolamentari sono in crescita: Core Tier 1 al 10,6% del 2013 dal 7,1% del 2009; CET1 (Common equity ex Basilea III) superiore al 10% per tutti gli istituti, in ulteriore aumento dopo i recenti aumenti di capitale.

Resta il nodo del peso eccessivo del portafoglio in titoli governativi dei paesi dell'Europa periferica (cosiddetti Giips), salito a 213,8 miliardi nel 2013 da 140,8 miliardi nel 2011, aumento da ascrivere ai bond italiani, passati a 211,4 miliardi da 136,5 miliardi. Il portafoglio dei governativi Giips rappresentava a fine 2013 l'11% dell'attivo e il 176,6% dei mezzi propri.

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