July 16, 2014 / 2:03 PM / 3 years ago

Spending review, governo avvia banca dati su fabbisogni standard

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ROMA, 16 luglio (Reuters) - Il governo avvia un nuovo tassello della spending review, lanciando la banca dati unica sui fabbisogni standard di comuni e province.

OpenCivitas, questo il nome della nuova piattaforma, è lo strumento che aiuterà a fissare il costo ottimale di tutti i servizi fondamentali: asili nido, trasporto pubblico locale e smaltimento dei rifiuti.

"Entro ottobre renderemo i dati disponibili ai cittadini", dice il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio, durante una conferenza stampa al ministero dell'Economia.

La banca dati è il primo concreto passo per superare il criterio della 'spesa storica'. Oggi, infatti, più un'amministrazione spende più riceve risorse dallo Stato centrale. Un meccanismo che alimenta sprechi di ogni genere.

Attraverso i fabbisogni standard, ricorda il commissario per la spending review Carlo Cottarelli, comuni e province dovranno risparmiare 500 milioni nel 2015 e 2 miliardi dal 2016.

Ma OpenCivitas, nelle intenzioni del governo, non servirà tanto a fare cassa quanto a rivedere l'intero sistema di finanziamento dei comuni.

Pierpaolo Baretta, sottosegretario al Tesoro in quota Pd, dice che "in due o tre anni" sarà possibile superare il patto di stabilità interno, lo strumento con il quale gli enti locali contribuiscono a raggiungere gli obiettivi di indebitamento netto.

I fabbisogni standard sono calcolati utilizzando 13 variabili, la più importante delle quali è la popolazione residente.

Lo scostamento tra fabbisogni e spesa storica permette al governo di valutare la qualità della spesa nelle diverse amministrazioni.

A Torino, ad esempio, la spesa storica per abitante è inferiore di un punto percentuale al proprio fabbisogno standard. A Perugia, invece, la spesa storica è superiore di 31 punti.

Indipendentemente dagli scostamenti rispetto ai livelli ottimali, i comuni del Sud spendono molto nelle funzioni di amministrazione e gestione, i comuni del Nord nei servizi al cittadino.

L'Anci, l'associazione dei comuni italiani, riconosce l'utilità dello strumento ma denuncia alcune criticità.

La piattaforma è ferma ai dati del 2010 mentre "l'incidenza delle manovre si concentra tra 2011 e 2013", dice il presidente dell'associazione Piero Fassino.

"Questo è uno strumento di lavoro, poi bisogna fare i conti con la volontà politica, che non è subordinata alle tabelle", prosegue Fassino.

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