June 26, 2014 / 2:43 PM / 3 years ago

PUNTO 2- Ue trova intesa su flessibilità regole bilancio

5 IN. DI LETTURA

* Le riforme sono la chiave per avere clemenza dalla Ue

* Renzi: l'Europa si dia una smossa e spinga la crescita

* A dicembre rapporto Commissione Ue su regole (Aggiunge quote Renzi, fonte)

di Jan Strupczewski e Giselda Vagnoni

YPRES/KORTRIJK, Belgio 26 giugno (Reuters) - Intesa raggiunta fra i capi di Stato e di governo europei sulla flessibilità nell'applicazione delle regole di bilancio per sostenere la crescita.

La bozza del comunicato che chiuderà il vertice indica la necessità di tenere in considerazione lo stato di attuazione delle riforme strutturale per valutare il rispetto del Patto di stabilità.

"Le possibilità offerte dalle attuali regole per bilanciare la disciplina fiscale con la necessità di sostenere la crescita devono essere utilizzate", si legge nella bozza vista da Reuters.

L'accordo è un successo per il governo di Matteo Renzi, che propone da mesi uno scambio tra riforme strutturali e tempi più lunghi per la riduzione del deficit e del debito.

"Mi sembra intanto un passo avanti di metodo. C'è ancora qualcosa da limare. Sarà oggetto del lavoro nelle ultime ore. Vedremo cosa ci porterà questa sera Van Rompuy", commenta il Capo del governo italiano.

"Se vogliamo bene all'Europa dobbiamo darci una smossa e preoccuparci più di quanto abbiamo fatto finora della crescita, della lotta alla disoccupazione".

Roma ha accettato di appoggiare Jean-Claude Juncker nella corsa alla presidenza della Commissione europea ma ha chiesto di subordinare il via libera a un chiaro programma di politica economica per i prossimi 5 anni.

"Mi sembra importante che il Consiglio europeo dia il via libera a Juncker solo in presenza di un docuamento che indichi con chiarezza dove vuole andare l'Europa", dice Renzi.

Secondo una fonte italiana, "Renzi non è interessato alle misure tecniche di attuazione di una maggiore flessibilità, neanche ad avere propri uomini all'Eurogruppo o agli Affari economici perché conta su rapporto forte stabilito con Angela Merkel e François Hollande. L'Italia conta di poter avere l'Alto rappresentante per la politica estera con Federica Mogherini".

Senza crescita o maggiore flessibilità dall'Europa, l'Italia rischia di non riuscire a ridurre deficit e debito in linea con quanto prevedono le regole comunitarie.

A metà aprile il governo si è impegnato a mantenere l'indebitamento al 2,6% del Pil nel 2014, assumendo un tasso di crescita di +0,8%. Oggi Confindustria ha ridotto la stima di quest'anno a +0,2 dal +0,7% di dicembre.

La Parola Alla Commissione, Rapporto Entro Il 14 Dicembre

L'accordo di Ypres sancisce che non ci saranno modifiche al Patto, cambiato del resto tre volte dal 1997.

La novità politica è che i leader lanciano un forte segnale alla futura Commissione europea su come le regole vadano interpretate.

"Dato il livello persistentemente elevato del debito e della disoccupazione, nonché le sfide poste da una società che invecchia e la necessità di sostenere l'occupazione, soprattutto per i giovani, il consolidamento fiscale deve continuare secondo modalità favorevoli alla crescita e differenziate", si legge nella bozza.

L'esecutivo comunitario, che è il guardiano dei Trattati, presenterà entro il 14 dicembre un rapporto su come applicare i vincoli di bilancio.

Secondo Gianni Pittella, presidente ad interim del Parlamento europeo, "l'importante è affermare il principio [di maggiore flessibilita] e mi sembra che su questo ci sia una più ampia convergenza. Poi spetterà alla Commissione e al Parlamento decriptare il principio in misure concrete, tecniche che dovrebbero garantire una maggiore operatività ai governi nazionali per investimenti in settori strategici".

I leader Ue pongono l'accento sulle riforme strutturali, la chiave per ottenere clemenza dalla Commissione quando non si rispettano gli obiettivi.

"Le riforme strutturali che rafforzano la crescita e migliorano la sostenibilità delle finanze publiche vanno promosse, anche attraverso una valutazione integrata di misure fiscali e riforme".

Quindi, attuando misure che rafforzano la crescita nel medio e lungo termine, Paesi come l'Italia potranno ottenere più tempo per raggiungere il pareggio di bilancio in termini strutturali, al netto cioè del ciclo economico e delle una tantum.

Le spese in conto capitale potrebbero essere escluse dal calcolo del deficit per i Paesi che hanno un indebitamento inferiore al 3% del Pil e un debito in calo.

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