Evasione, Camera riprende esame ddl su rientro capitali

mercoledì 25 giugno 2014 16:41
 

ROMA, 25 giugno (Reuters) - Dopo mesi di stallo, riprende alla Camera l'esame del disegno di legge sull'emersione dei capitali illecitamente esportati all'estero.

La commissione Finanze inizia tra oggi e domani a votare i circa 90 emendamenti depositati dai gruppi parlamentari.

Sul tavolo ci sono due proposte.

La prima ha come firmatario Marco Causi (Pd) ed è identica al decreto presentato in origine dal governo di Enrico Letta a fine gennaio e mai convertito in legge. Il ddl consente di dichiarare i capitali detenuti all'estero, beneficiando di uno sconto sulle sanzioni amministrative e di un regime più favorevole sul piano penale, a condizione però di versare l'intero importo dovuto.

La seconda proposta è di Daniele Capezzone (Forza Italia) e permette agli evasori di mettersi in regola versando le somme dovute "nella misura ridotta del 50%".

In tutti questi mesi il governo ha difeso l'impostazione originaria del provvedimento, che ricalca la voluntary disclosure adottata dagli Stati Uniti tra 2008 e 2009.

Con la ripresa dei lavori il ddl si arricchisce di contenuti. Il relatore Giovanni Sanga (Pd) sta per presentare un emendamento che permetterà di sanare anche i capitali occultati in Italia.

"Non è un condono, non c'è l'anonimato e si paga tutto quello che si deve pagare", assicura Causi.

L'idea è istituire un "ravvedimento speciale", una procedura simile al ravvedimento operoso, il regime già esistente in Italia in base al quale è possibile regolarizzare la propria posizione fiscale pagando sanzioni ridotte.

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