Ue esaminerà regole bilancio, Italia per aggiustamento pro-crescita

venerdì 20 giugno 2014 15:27
 

LUSSEMBURGO, 20 giugno (Reuters) - L'Unione europea valuterà le regole di finanza pubblica alla fine di quest'anno per vedere se possano essere semplificate a rimodulate per incoraggiare la crescita economica e la creazione di posti di lavoro, dopo anni di consolidamento fiscale.

In programma da quando le regole sono state inasprite, nel 2011, all'apice della crisi del debito, la valutazione sarà incentrata sull'efficacia di tali cambiamenti e sull'impatto avuto rispetto all'obiettivo di un miglior coordinamento delle politiche economiche.

La Commissione europea, che deve completare la verifica entro il 14 dicembre, può proporre delle modifiche alla reportistica inviata ai governi europei e al Parlamento europeo. Mentre è improbabile che tale revisione cambi il complesso insieme di regole utilizzate per monitorare le diverse economie e la loro aderenza ai target, potrebbe risultare determinante un cambio della modalità interpretativa.

"E' quello che abbiamo in mente, una valutazione dell'intera questione", ha detto il ministro delle Finanze austriaco Spindelegger, entrando al consiglio Ecofin mensile.

L'esame valuterà anche se la cornice fiscale sia un supporto della crescita economica e la creazione di posti di lavoro, un tema chiave sollevato dall'Italia, che assumerà la presidenza di turno dell'Unione europea e sarà coinvolta nella preparazione della valutazione.

Il Fondo monetario internazionale ha chiesto una semplificazione del Patto di stabilità e crescita e il commissario Ue agli Affari economici e monetari Olli Rehn, oltre al presidente dell'Eurogruppo Jeroen Juncker, hanno detto che ci sono degli spazi per farlo.

I ministri delle Finanze della zona euro hanno concordato ieri che non sono necessari cambiamenti nelle regole di bilancio dopo le modifiche apportate nel 2005, nel 2011 e nel 2013, ma che i governi debbano usare il margine di manovra inserito nel Patto di Stabilità e Crescita.

Dal momento che la verifica sarà affrontata da una nuova Commissione europea, che entrerà in carica dal 1° novembre, l'approccio alle modalità di interpretazione delle regole di bilancio europee è diventato oggetto di negoziato nei colloqui per la nomina del nuovo esecutivo Ue.

L'Italia non ha ancora dato il proprio supporto al candidato principale, sostenuto dalla Germania, il lussemburghese Jean Claude Juncker, chiedendo in cambio una interpretazione più orientata alla crescita delle regole.   Continua...