6 giugno 2014 / 14:03 / 3 anni fa

SINTESI-Mps, più impegno da Fintech, Btg, rischi rettifiche da esercizio Bce

(riscrive con maggiori dettagli, integra con storie collegate)

ROMA, 6 giugno (Reuters) - Alla vigilia della partenza, lunedì 9, dell‘aumento di capitale da 5 miliardi, Mps incassa il maggiore sostegno dei due nuovi soci sudamericani, pronti a coprire anche parte dell‘inoptato, ma mette anche nero su bianco il rischio di nuove necessità patrimoniali se richieste dopo l‘esercizio Bce a fine ottobre.

La lunga lista delle avvertenze e dei rischi è nel prospetto informativo dell‘aumento, 510 pagine, che dopo il via libera della Consob è ora sul sito assieme al supplemento, in cui si riassumono i dati rilevanti dell‘operazione con cui Mps offre a un euro, 214 nuove azioni ogni 5 possedute dagli attuali azionisti per raccogliere poco meno di 5 miliardi.

Le nuove risorse serviranno a ripagare 3 dei 4,1 miliardi di Monti bond sottoscritti dal Tesoro e ad affrontare meglio la revisione degli attivi in corso e i successivi stress test previsti dall‘esercizio della Bce per le banche europee (15 italiane) che passeranno da novembre sotto la vigilanza unica.

I soci sudamericani Fintech e Btg Pactual, entrati da poco nell‘azionariato comprando quote dalla Fondazione con cui hanno un patto per il 9% della banca, hanno preso l‘impegno, oltre a coprire l‘aumento per la quota sindacata, a coprire l‘eventuale inoptato rispettivamente per 225 e 125 milioni di euro in virtù di un contratto di sub-underwriting siglato con Ubs, global coordinator dell‘operazione.

In sostanza se ci sarà inoptato - cosa che non sorprenderebbe viste le dimensioni dell‘offerta e l‘azionariato diffuso - le quote dei due soci saliranno. Fintech si impegna a coprire un eventuale inoptato per una quota pari al 4,5% dell‘aumento che si aggiungerebbe alla sottoscrizione pro-quota dell‘aumento stesso. Btg, che ha una quota di poco superiore al 2% sempre sindacata nel patto, si impegna invece a coprire l‘eventuale inoptato per il 2,5% dell‘aumento sempre in aggiunta alla sottoscrizione pro-quota.

Oggi, sempre dal prospetto è arrivata anche la conferma che sia i soci francesi di Axa sia due coop hanno dato adesione all‘operazione, per un totale del 5,5% che fa salire al 14,5% la quota finora ufficialmente coperta dai soci.

Il titolo ha subito in avvio la pressione delle vendite ma nel pomeriggio ha recuperato con i dealer che parlano di ricoperture dopo che Consob ha vietato da lunedì vendite allo scoperto.

RISCHI DA ESERCIZIO BCE

L‘AD Fabrizio Viola l‘aveva detto chiaramente nell‘assemblea di bilancio: “la qualità del credito è forse il problema più consistente che la banca si trova a dover gestire” ed ora nel prospetto il concetto è ancora meglio dettagliato fin dalla prima pagina del documento.

“Qualora, ad esito del comprehensive assessment e, più in particolare, ad esito dell‘asset quality review, condotti dalla Bce in collaborazione con la Banca d‘Italia, i cui risultati non sono ancora noti alla data del prospetto, si dovessero rendere necessarie ulteriori rettifiche dei crediti, anche significative, potrebbero rendersi necessari nuovi interventi di patrimonializzazione dell‘emittente”, si legge nella sezione ‘Avvertenza’ all‘inizio del prospetto.

In un altra sezione del prospetto la banca spiega che “gli esiti dell‘asset quality review potrebbero determinare la rilevazione di differenze valutative sulle poste oggetto di esame, con la conseguente necessità di contabilizzare rettifiche nel bilancio dell‘esercizio che si chiuderà al 31 dicembre 2014 e potenzialmente anche prima, in sede di redazione della relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2014, ovvero, in funzione della natura delle differenze rilevate, un fabbisogno patrimoniale aggiuntivo (che concorrebbe al calcolo dello stress test)”.

Finora la banca non ha mai potuto escludere la necessità di eventuali nuovi interventi sul capitale legati all‘esercizio Bce e ha sempre rimandato alla valutazione che verrà fatta dalle autorità a fine esercizio, dopo ottobre.

L‘operazione che parte lunedì ha la particolarità di una dimensione, 5 miliardi, particolarmente rilevante rispetto alla attuale capitalizzazione di Mps, ai prezzi attuali attorno ai 2,9 miliardi.

Nel supplemento al prospetto si calcolano gli elevati rischi di diluizione pari al 97,7% massimo, per azionisti che non esercitano i loro diritti di opzione, in caso di integrale sottoscrizione dell‘aumento

Questa operazione è garantita da un nutrito consorzio di banche, con 23 istituti che coprono il buon esito del collocamento.

Le spese complessive dell‘operazione, comprese le commissioni al consorzio, è stato stimato da Mps in circa 260 milioni di euro.

I proventi netti che Siena pensa di incassare dall‘emissione, quindi, “in caso di integrale sottoscrizione della stessa, saranno pari a circa 4,74 miliardi”.

(Stefano Bernabei)

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